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Riforme FIGC: la Lega Pro passa a 40 squadre?

Riforme FIGC: la Lega Pro passa a 40 squadre?

La stagione delle riforme del calcio italiano è, seguendo le parole del Presidente Carlo Tavecchio e la linea della nuova FIGC, appena iniziata e già tanti sono i tempi sul banco che potrebbero anche far discutere: non solo la rivoluzione dei campionati di Serie A e B (che passeranno rispettivamente a 18 e 20 squadre), ma anche le novità nel Calcio Femminile, l’obbligo del fairplay finanziario, la regolamentazione degli extracomunitari (con l’istituzione di una commissione esaminatrice e giudicante), oltre al controverso tema delle multiproprietà, tanto care al Consigliere Claudio Lotito.

Un punto che, attualmente, è passato sotto traccia rispetto agli altri è, però, quello riguardante la Lega Pro: la terza ed ultima categoria professionistica infatti ha recentemente affrontato profondi cambiamenti, dopo essere stata riformata dal numero 1 Macalli, passando da 90 a 60 squadre, eliminando Prima e Seconda Divisione ed assestandosi a tre gironi da 20.

Tutto questo non senza problemi e difficoltà, sperimentando proprio nella stagione di trasformazione una regola sui giovani e sull’età media che tante polemiche e proteste ha suscitato, soprattutto fra i calciatori. La Lega Pro potrebbe ritrovarsi, nel giro del prossimo trienno, a dover fare i conti con una nuova sforbiciata: l’intenzione di Carlo Tavecchio e della FIGC infatti sarebbe quella, secondo le voci circolanti, di ridurre ancora il numero dei club partecipanti, portandoli a 40 o addirittura a 36.

Macalli però, in tal caso, è pronto alla battaglia con la FIGC: il Presidente della Lega di Firenze infatti ha già annunciato di aver sì appoggiato la politica di Tavecchio ma che, su questo punto, non può permettersi di tagliare altre 20-24 squadre dopo aver già dato vita ad uno storica e corposa riduzione nel corso di questa annata.

“Io sono nel primo anno della riforma, non posso pensare ad un’altra riforma fra un mese”, così Macalli, che rischia, insieme alla sua Lega Pro, di entrare un’altra volta nell’occhio del ciclone. Tavecchio e la FIGC rallenteranno su questo tema o andranno dritti per la propria strada?


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