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Italia, Conte: “Fuori dal gruppo chi pensa a se stesso”

Italia, Conte: “Fuori dal gruppo chi pensa a se stesso”

Antonio Conte nella sua breve carriera da allenatore ha ottenuto già importanti successi e di certo non si vuole fermare proprio ora che da qualche mese è alla guida della nazionale italiana. Per farlo reputa fondamentale il concetto di “Noi”, di sacrificio e di gruppo dei suoi giocatori.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera a tal proposito ha dichiarato che “C’è una differenza sostanziale e si chiama fame. Noi crescevamo in mezzo alla strada, dove si giocava a pallone e si imparava a difenderci per non morire. Serve il sacro fuoco. E se non ce l’hai è un guaio. E il talento da solo non basta. Ecco perché in Nazionale la parola d’ordine è: noi. Chi pensa con l’io può restare a casa”.

Conte da quando è ct della nazionale sembra molto più sereno:

“Conte è Conte. Alla Juve, come all’Arezzo. Ora rappresento il Paese, sono l’allenatore di tutti. Ma se ci sarà bisogno di andare in guerra non mi tirerò indietro. Difendo sempre il mio gruppo. Mi piace quando i tifosi bianconeri mi fermano per strada e mi ringraziano per quello che ho fatto. Ma succede anche a Siena e a Bari, dove ho vinto. E mi piace che intorno alla Nazionale ci sia nuovamente entusiasmo. Spero che sia contagioso e che serva a riempire San Siro contro la Croazia perché sarà dura”.

L’ex allenatore della Juventus parla del modulo dell’Italia, un 3-5-2 molto “caro”:

“È un sistema che conoscono tutti. E l’obiettivo, adesso, è dare certezze ai giocatori per arrivare a qualificarci all’Europeo. Dopo valuteremo pro e contro. Avremo un mese di tempo per lavorare e creare una macchina da guerra. Magari, a quel punto, cercheremo un’evoluzione tattica. E poi i numeri sono fine a se stessi, sono freddi, aridi. Ciò che conta è l’interpretazione del modulo, la voglia di evolversi. Il 3-5-2 difensivo e non funziona in Europa? Luoghi comuni. La risposta è il Bayern: giocano a tre dietro ma qualcuno può sostenere che sia una squadra votata a difendersi? È un piacere per gli occhi, così come il Real. Ancelotti è riuscito a convincere 11 campioni a fare le due fasi e propone delle ripartenze entusiasmanti”.

Domenica 14 novembre a Milano, gli azzurri contro la Croazia:

“E’ la rivale più forte del girone e ci servirà a capire, dopo 4 vittorie, dove siamo”.


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