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Milan, tra infortuni e squalifiche è vero caos

Piove sul bagnato, in casa Milan. Non bastava la crisi di risultati (un solo punto in campionato in questo inizio 2015), ora ci si mettono anche gli infortuni. Si sono fermati sia Jack Bonaventura che, soprattutto, Stephan El Shaarawy.

Il Faraone insomma si è rotto ancora, in particolare il comunicato della società parla di «frattura del quinto metatarso del piede destro», in seguito a trauma dopo un contrasto di gioco avvenuto durante Lazio-Milan. In giornata l’attaccante italo-egiziano è stato ad Amsterdam dal professor Van Dijk.

Per 6 settimane dovrà portare un tutore, poi le ulteriori indagini mediche stabiliranno i tempi di recupero, presumibilmente lunghi.

Non ci voleva proprio, per Pippo Inzaghi, che deve fare i conti con una squadra a pezzi sia per gli infortuni (la difesa è il reparto che al momento soffre di più) sia nel morale. I rientri di Honda, tornato dalla Coppa d’Asia, e di De Jong sono uno zuccherino che non può togliere la tanta amarezza e la preoccupazione lampante che circolano in società.

Domani c’è la delicatissima sfida di Coppa Italia proprio contro la Lazio già affrontata sabato sera, decisiva per il giovane tecnico milanista, e i rossoneri la giocheranno senza Philippe Mexes: nonostante l’emergenza nel pacchetto arretrato, la società ha deciso di punire il difensore francese non convocandolo per domani. Un’esclusione che sa di autentico castigo, mentre si aspetta la squalifica in campionato, che sarà probabilmente lunga.

Tantissimi campanelli d’allarme per una squadra che dopo le prime buone prestazioni è naufragata sulla rotta di se stessa: poco gioco, affidato più che all’altro all’improvvisazione e al talento di Menez, carattere precario e scarsa presenza tecnico-atletica.

Il Milan sconta il fatto di essere troppo Menez-dipendente: se il francese va bene, va bene anche il Milan; se invece stecca, allora tutta la squadra lo segue. È mancato evidentemente anche Honda, visto che senza il giapponese i rossoneri hanno raccolto solo un punto. E per ora anche il tanto osannato Cerci ha abbastanza deluso le aspettative.

A centrocampo il rientro di Montolivo non ha portato la qualità sperata; Muntari ed Essien hanno perso lo smalto degli anni passati, e affidare le responsabilità della manovra e degli inserimenti al tuttofare Bonaventura è una scelta che non sta dando costanza.

Dietro, nonostante un Diego Lopez spesso determinante, la difesa fa spesso acqua: manifesto di questo malessere, oltre a Mexes, è anche il rendimento deludente di uno che a Milanello era visto benissimo, ossia Mattia De Sciglio. Per Inzaghi, dunque, i dubbi continuano.


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