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Inter, crisi e contestazione: dov’è la rinascita?

Inter, crisi e contestazione: dov’è la rinascita?

L’Inter è scomparsa. Il 3-1 di Reggio Emilia a opera del Sassuolo sancisce la seconda sconfitta consecutiva di Mancini dopo la debacle col Torino e addirittura il sorpasso dei neroverdi in classifica.

Nessuno, a inizio stagione, avrebbe scommesso un solo euro su una classifica del genere a febbraio, specie dopo il roboante 7-0 dell’andata. Ora, un girone dopo, gli emiliani hanno sorpassato la Benamata, e addirittura la zona retrocessione è lontana appena 7 punti.

L’ex tecnico di Fiorentina e Manchester City ha ottenuto finora due sole vittorie su dieci incontri, contro Genoa e Chievo: una in più, nelle stesse gare, del Parma fanalino di coda. Un ritmo da serie B, frutto di 4 sconfitte in 10 gare e anche di 15 gol subiti a fronte dei 13 segnati.

Addirittura il Mancio sta riuscendo nell’impresa di far peggio del suo predecessore Mazzarri: appena un punto a partita, contro gli 1,45 del livornese.

Gli arrivi di Podolski, Shaqiri e dell’ultimo arrivato Brozovic non hanno finora alcun effetto positivo, e il gioco resta ancora raffazzonato e poco fluido.

Lo stesso Kovacic, una delle poche note positive di inizio stagione, soffre la nuova posizione in campo sulla trequarti: un’involuzione provocata forse dallo spaesamento in campo.

Dietro la difesa non offre alcuna sicurezza, anche per effetto di un Vidic irriconoscibile e degli esterni decisamente incostanti. In avanti, ha lasciato molto perplessi l’esclusione dal primo minuto di Icardi. L’argentino è il capocannoniere nerazzurro, e pensare di risalire in classifica senza i suoi gol è un’impressa improvvida.

E difatti, da subentrato, Icardi ha realizzato il suo decimo gol personale e riaperto una partita da cui l’Inter sembrava ormai tagliata fuori. Poi però, al momento del giro di campo, l’ex doriano ha avuto un pesantissimo battibecco con i tifosi nerazzurri in tribuna.

I supporters hanno ributtato in campo le maglie lanciate da Icardi e Guarin, e l’argentino ha reagito in modo plateale con un eloquente «siete dei pezzi di m…». I nervi sono tesissimi, la rinascita è molto lontana, e il progetto del presidente indonesiano Thohir finora resta un mistero.


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