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Balo-gol 105 giorni dopo, ora testa a posto?

Balo-gol 105 giorni dopo, ora testa a posto?

Balotelli, finalmente! Sono serviti 9 minuti dall’ingresso in campo per segnare il primo gol di questa stagione in Premier League e decidere l’importantissima sfida contro il Tottenham.

Un tocco semplice semplice a pochi metri dalla linea di porta sull’assist di Lallana ha ridato il sorriso all’ex milanista, che da parecchio tempo ormai era scomparso dalle copertine dei tabloid e, cosa più importante per un calciatore del suo calibro, dal rettangolo di gioco.

Un digiuno lunghissimo, che in campionato si è interrotto all’83’ della gara di ieri sera, giocata contro il Tottenham ad Anfield Road. Subentrato al 74’ al posto di un esausto Sturridge, l’attaccante bresciano ha insaccato con una tranquilla zampata sottoporta: esultanza contenuta, come al solito, l’abbraccio dei compagni e un abbozzo di sorriso.

Il gol per di più è arrivato in un momento decisivo della gara: Liverpool e Tottenham (reduce dal vittorioso derby del Nord di Londra contro l’Arsenal) erano infatti sul 2-2: al gol di Markovic e Gerrard su rigore gli Spurs avevano replicato con il solito incontenibile Harry Kane (23esimo gol stagionale) e Dembelé.

La partita sembrava incanalarsi sui binari del pari, quand’ecco la doppia mossa di Brandon Rogers: dentro Balotelli e Lallana, che confezionano il gol vittoria.

Finora infatti SuperMario aveva segnato appena due reti, una in Champions contro il Ludogorets nella prima giornata, e l’altra in Coppa di Lega contro lo Swansea il 28 ottobre. Il digiuno totale è durato ben tre mesi e mezzo. Per risalire all’ultimo gol in Premier, bisogna scorrere il calendario di ben 804 giorni: 28 novembre 2012, contro il Wigan, quando il calciatore era ancora nel City.

Lo stesso web si è scatenato in alcuni commenti ironici, come a dire che quest’evento non ricapiterà tanto presto; ma intanto SuperMario per una volta se la ride, e dedica la marcatura a chi ha creduto e crede fortemente in lui. Al momento del gol, solo un pollice alzato in direzione della panchina, l’entusiasmo per ora è in quel gesto sempllice.

Sarà la ritrovata felicità? Non si sa; di certo, se una rondine non fa primavera, nemmeno un gol può cambiare una carriera. Specie se sai che ne stai conducendo una molto turbolenta, fatta di alti e bassi, e se contemporaneamente il tuo talento potenziale non va proprio di pari passo con il carattere ribelle. Tante, fin qui, le occasioni sciupate. A Liverpool, e non solo, sperano che il Bad Boy abbia messo, finalmente, la testa a posto.


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