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Formula1, i mille guai del Mondiale ’15

Formula1, i mille guai del Mondiale ’15

Manca un mese all’inizio del Mondiale di Formula 1, che come da tradizione scatterà in Australia, a Melbourne. Manca pochissimo, e i prossimi test che le squadre sosterranno a Barcellona (da giovedì 19 febbraio fino ai primi di marzo) diranno quali sono le reali ambizioni delle auto prodotte dalle diverse scuderie, Ferrari in primis.

Al momento però sul Mondiale incombono diverse problematiche: al momento il numero di squadre certamente iscritte è appena di 9, con 18 piloti in pista. Mancano la Caterham e la Marussia: la casa automobilistica britannica ha annunciato che sta mettendo all’asta il materiale utilizzato; quella russa – che nel frattempo ha cambiato nome in Manor – ha cominciato a vendere sede ed attrezzature, e ha addirittura chiesto di poter correre con la macchina di una stagione fa. Sullo sfondo, una marea di debiti da pagare e l’incognita Mondiale.

Il minimo previsto dal Concord Agreement è di 16 auto sulla griglia, ma certo gli organizzatori dei vari GP potrebbero storcere il naso nel vedere solo diciotto macchine partenti. Anche perché, tra queste diciotto, qualcuna non se la passa bene a livello economico, come la Sauber e la Force India che sono scese in pista nei primi test stagionali ma sono in gravi difficoltà finanziarie.

Inoltre ci sono in giro diversi piloti che attendono i compensi di due stagioni fa. E, come se non bastasse, tante tv con i contratti in scadenza non intendono rinnovarli per cifre vertiginosi e giocheranno drasticamente al ribasso, perché gli ascolti della F1 sono drasticamente crollati.

Né la Fia e la Fom, né i team hanno tentato qualcosa per rivitalizzare la stagione e salvare il salvabile in maniera degna; il Mondiale 2015 rischia di trasformarsi in un gigantesco flop: il circo della Formula Uno all’orizzonte romberà certamente, ma in mezzo a tante difficoltà.


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