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Giovanni Visconti e il sogno Liegi

Giovanni Visconti e il sogno Liegi

La vittoria manca da quasi due anni – il doppio capolavoro al Giro d’Italia 2013 sul Galibier e a Vicenza – ma Giovanni Visconti non appare affatto preoccupato e guarda con fiducia al 2015 che sta per entrare nel vivo. Il portacolori della Movistar, formazione in cui milita ormai da quattro anni, in un’intervista rilasciata al portale iberico Biciciclismo ha modo di fare il punto sulla sua condizione in questo primo scorcio di stagione, definendo inoltre i suoi obiettivi primari per l’immediato futuro.

Confessando di stare “benefisicamente e di aver cominciato la stagione in maniera migliore rispetto alle precedenti, il trentaduenne siciliano sente, dunque, di poter essere già competitivo e confessa che, dopo un inverno trascorso serenamente, lontano da acciacchi e complicazioni vari che lo avevano più volte limitato in passato, è pronto per affrontare questa nuova impegnativa annata.

Marzo sarà già un mese caldo perché ricco di appuntamenti cerchiati in rosso, a cominciare dalle Strade Bianche in programma sabato 8 marzo, una classica giovane, ma ricca di fascino. L’auspicio è quello di far bene perché si passa sulle strade dove da anni lui ormai risiede; perciò, in questi giorni, andrà personalmente a visionare il percorso per carpirne ogni segreto che lo possa aiutare a comportarsi nella maniera migliore in gara. Tirreno – Adriatico e Milano – Sanremo costituiscono altri due appuntamenti fondamentali, in particolare la Classica di Primavera perché, per ogni italiano, rappresenta qualcosa di unico nel panorama stagionale.

Ma se tutte le corse hanno un proprio valore, e vincerne magari più di una sarebbe un bel traguardo, osserva il corridore, il suo sogno si chiama Liegi – Bastogne – Liegi, la maggiore delle classiche delle Ardenne. Una corsa che lo “affascina”, ma per la quale dovrà certamente fare i conti all’interno del team con il suo capitano Alejandro Valverde, il leader per la formazione iberica in questo tipo di prove.

Infine, un elogio alla squadra: “Una famiglia, una squadra molto organizzata”, proferisce orgoglioso, riempiendo di lodi il suo condottiero, Eusebio Unzue, un “saggio” che raramente sbaglia nelle scelte tattiche.


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