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Atletica Europei Indoor, tre medaglie azzurre

Atletica Europei Indoor, tre medaglie azzurre

Si conclude con il bottino di tre medaglie la spedizione della nazionale italiana a Praga, in Repubblica Ceca, ai 33^Campionati Europei Indoor.

La prima medaglia è giunta, nella giornata di ieri, dal salto in alto femminile e da Alessia Trost, che si è regalata, nel giorno del suo ventiduesimo compleanno, uno splendido argento, saltando la misura di 1.97 metri. A pari merito la coetanea russa Mariya Kuchina, che riesce però a sopravanzare la friulana nell’interminabile serie di salti spareggio al fine di evitare l’ex aequo. Per l’atleta di Pordenone, oro ai mondiali juniores nel 2012, è la prima medaglia nella categoria maggiore.

“Sono molto contenta per la prima medaglia tra gli adulti”, commenta l’erede di Antonietta Di Martino, che ringrazia in modo particolare il suo allenatore, grazie al quale ha potuto essere presente nonostante alcuni problemi riscontrati a inizio anno.

Dall’altomaschile, questa volta – arriva nella giornata odierna un altro argento, a firma di Silvano Chesani. 2.31 metri la misura valsa il secondo gradino del podio, alle spalle del russo Daniyil Tsyplakov e davanti al greco Adonios Mastoras. Per Chesani, ventiseienne trentino, si tratta del primato stagionale, nonché della prima medaglia in carriera su un palcoscenico internazionale.

Bronzo, infine, per Federica Del Buono nei 1500 metri femminili: la ventenne padovana, col tempo di 4’11″61, arriva a medaglia alle spalle dell’olandese Sifan Hassan (4’09″04) e della polacca Angelika Cichocka (4’10″53).

Solo medaglia di legno, ma va comunque menzionato il quarto posto nei 60 metri per Michael Tumi, uno dei più talentuosi velocisti nel panorama italiano: dopo il bronzo conquistato due anni fa a Gotenborg, seguito da un anno di transizione, questo risultato può essere la spinta per lavorare con fiducia in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.

Un bottino inferiore a Gotenborg 2013, quello dell’Italia – in quell’edizione cinque medaglie, tra cui l’oro di Daniele Greco nel triplo – ma la convinzione che ci sia del materiale su cui lavorare ed essere competitivi nel futuro, almeno in campo europeo.


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