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Serie B, Frosinone-Entella e il pizzino dei sospetti

Serie B, Frosinone-Entella e il pizzino dei sospetti

In Serie B non si parla d’altro, dalla prima mattinata di ieri. Al centro della bufera un foglietto ritrovato casualmente da un vigile del fuoco nel post-partita dell’infuocato Frosinone-Virtus Entella, match giocato sabato pomeriggio al Matusa e terminato 3-3 tra le vivacissime polemiche di giocatori e tifosi di casa. Un foglietto usato per la distinta delle sostituzioni che reca la frase «Segniamo su rigore».

Apriti cielo, a Frosinone e dintorni. Già sabato la gara era terminata in un clima molto surriscaldato, dopo le decisioni molto opinabili del direttore di gara Aureliano Bologna, che proprio all’ultimo minuto aveva concesso un penalty abbastanza generoso alla Virtus Entella Chiavari.

Il rigore della discordia è arrivato dopo una conduzione di gara parecchio cervellotica del fischietto bolognese: rosso nel primo tempo al gialloblù Soddimo, gol dello 0-1 ligure poco chiaro per la carica sul portiere, gol del raddoppio ancor meno – i ciociari hanno ravvisato un evidente tocco di mando di Ferdinando Sforzini – e rimonta completata a novantesimo scaduto.

Si sarebbe rimasti alle mere proteste calcistiche, se il vigile non avesse ritrovato vicino alla panchina occupata dall’Entella il foglietto del misfatto, in cui la mano scrivente anticipava la modalità con cui la squadra di Chiavari ha poi impattato il risultato.

Il foglio è stato ribattezzato da parte frusinate come “il pizzino della vergogna” e ha scatenato la veemente reazione della società ciociara, che nelle persone del dg Ernesto Salvini e del presidente Maurizio Stirpe hanno invocato l’intervento della Procura Federale.

Sibillina anche  l’opinione del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. «Se la vicenda fosse confermata, getterebbe ulteriori ombre su tutto il sistema calcio». Chiaro il riferimento alla beffarda telefonata di Claudio Lotito, che tirava in ballo il Frosinone sulla storia di promozioni e diritti tv.

Ieri è arrivata la replica della società dell’Entella Chiavari, che in una nota precisa ha sostenuto che non c’è nessun giallo da risolvere: quel foglietto faceva parte del match report che ogni volta viene annotato dallo staff delle squadre ed era stato redatto dal team manager dei liguri Maurizio Podestà.

Lo stesso Podestà ha dichiarato: «Non si tratta né di pizzino né di cabala – ha detto – Io tengo nota di tutte le azioni durante la partita e ieri avevo esaurito il foglio, al termine di una gara che ha visto oltre 19 episodi da segnalare. Ho così scritto su un foglio a parte ‘segniamo su rigore’ con il minuto dell’azione di Sforzini.
Poi, siccome subito dopo lo stesso giocatore è stato espulso sono dovuto andare in campo a prenderlo per accompagnarlo negli spogliatoi, visto che dagli spalti veniva giù di tutto. Ho lasciato lì il foglietto, poi non ci sono state altre azioni perché la partita è finita».

«Il fatto che sia stato lasciato sulla panchina – ha concluso Podestà – significa che non aveva alcuna influenza, alcuna importanza per noi. Ripeto, sopra quel foglietto c’è scritto solo il fatto che abbiamo segnato: forse non ho scritto il minuto, visto che eravamo in recupero».

Sembra una vexata quaestio, ma a Frosinone sono ancora convinti che ci sia un complotto dietro i fatti di sabato, e che la versione dell’Entella non sia proprio così solida. Il sentore di una cospirazione, che certo non fa bene a un sistema calcio già malato da mille dubbi e inquietudini.


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