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Nazionale: oriundi sì, oriundi no? Cominciato il ritiro

Nazionale: oriundi sì, oriundi no? Cominciato il ritiro

Primo giorno di raduno della Nazionale italiana a Coverciano, in vista del doppio impegno – sabato 28 alle 20.45 a Sofia con la Bulgaria per le qualificazioni a Euro2016, e martedì 31 a Torino per la prestigiosa amichevole contro l’Inghilterra.

Un doppio appuntamento a cui Conte vuole arrivare col motore ben rodato, per evitare inconvenienti e conquistare ulteriore credibilità dal mondo del pallone. Eppure, non è nemmeno passato il primo giorno, e già le polemiche sono tante.

A tenere banco, innescata dal tecnico dell’Inter Roberto Mancini, l’ormai annosa questione degli oriundi in Nazionale.

Oggi infatti, oltre che per l’empolese Mirko Valdifiori, è stato il primo giorno azzurro per due di loro, Franco Vazquez ed Eder Citadin Martins, entrambi freschi di convocazione con la maglia dei 4 volte Campioni del Mondo nonostante le loro chiare origini sudamericane: argentine per il primo, brasiliane per il secondo.

Il tecnico interista ha acceso la miccia, suggerendo sinceramente e provocatoriamente un messaggio che suona più o meno così: Italia agli italiani.

L’Italia in questione è ovviamente la Nazionale di calcio, ma il concetto resta chiaro, visto che l’allenatore jesino rimarca il fatto che chi non nasce in Italia, anche se hai dei parenti, non merita la chiamata in azzurro.

Sulla stessa lunghezza d’onda si sono espressi più o meno sia l’allenatore del Cagliari Zdenek Zeman che il collega del Verona Andrea Mandorlini, facendo riferimento diretto o indiretto alla valorizzazione dei giovani calciatori italiani.

Di parere ovviamente diverso Antonio Conte, che ha subito risposto alla frecciata del collega Mancini sostenendo che dalla sua ci sono le regole internazionali che consentono di convocare giocatori naturalizzati.

D’altronde, ha detto il ct leccese, l’elenco degli oriundi recentemente chiamati è lungo, da Camoranesi campione del mondo nel 2006 a Paletta, da Thiago Motta a Romulo. Per non parlare, diciamo noi, dei vari Amauri, Osvaldo e così via.

A Conte hanno fatto eco sia l’allenatore del Palermo Iachini, che si coccola e difende il suo pupillo, e ovviamente il numero uno della Federazione Tavecchio: «se uno ha la cittadinanza può giocare, è cittadino italiano quindi il discorso è chiuso».

In serata Lippi ha sostanzialmente avallato la linea di colui che ha preso il suo posto come commissario tecnico della Nazionale: «Io con Camoranesi ho vinto un Mondiale. Se Cristiano Ronaldo o Messi avessero avuto parenti italiani, nessuno avrebbe avuto niente da ridire».

La querelle sugli oriundi è comunque destinata a durare anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Alimentando vecchie – o nuove – polemiche.

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