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Serie A, Milano doppia faccia: crisi Milan, orgoglio Inter

Serie A, Milano doppia faccia: crisi Milan, orgoglio Inter

Dopo gli anticipi di ieri in Serie A, Milano è come una medaglia dal doppio volto. Scolpita in un risultato identico: 2-1. Da una parte c’è il “povero Milan” di Inzaghi, preso a schiaffi anche a Udine; dall’altra c’è l’Inter di Mancini che con la Roma ha avuto un sussulto d’orgoglio, ridando slancio alle ambizioni di piccola Europa.

Il Diavolo si trova a un posto dove non dovrebbe essere, calcisticamente parlando: all’inferno. La sconfitta di Udine mette l’amara ciliegina su uno dei campionanti più deprimenti dell’era Berlusconi: 43 punti sono troppo pochi, per una squadra blasonata e gloriosa come quella rossonera.

Il 2-1 firmato da Pinzi, Badu e Pazzini ha intristito Inzaghi, che nel post partita non ha cercato alcun alibi. Il giovane tecnico si è professato deluso e arrabbiato, e ha deciso di correre ai ripari per finire la stagione in modo almeno dignitoso: da stanotte tutti in ritiro a Milanello in vista della gara di martedì col Genoa.

Intanto da oggi la scena mediatica verrà tutta presa dal futuro societario: ad Arcore dovrebbe sbarcare Mr. Bee, capo della cordata thailandese che vuole rilevare gran parte delle quote azionarie del Milan. Berlusconi attende col testimone rossonero in mano: la svolta epocale sembra ormai imminente.

Segnali di rinascita vengono invece dall’altro lato di Milano. L’Inter, almeno per una sera, risorge contro la Roma, in una partita che qualche anno fa sarebbe valsa da entrambe le parti come sfida scudetto. I grandi gol di Hernanes e Icardi piegano le resistenze giallorosse (di Nainggolan il momentaneo 1-1).

La Benamata non vinceva in casa da oltre 2 mesi (8 febbraio contro il Palermo) e, dopo la prova complessivamente discreta nel derby, riesce a vincere contro una big, cosa mai avvenuta quest’anno.

L’Inter ha scavalcato ora in classifica in un colpo solo Milan, Torino e Genoa. Quindi c’è ancora una chance europea: la Fiorentina è lontana appena 4 punti. Non troppi, per segnare ancora e almeno l’Europa League. Solo le prossime giornate – martedì si va a Udine – diranno se quello che si è acceso ieri al Meazza è stato solo un sussulto, o il pulsante dell’accensione vera e propria.

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