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Giro d’Italia, Zakarin primo sotto la bandiera a scacchi

Giro d’Italia, Zakarin primo sotto la bandiera a scacchi

Ilnur Zakarin primo all’autodromo di Imola. L’undicesima tappa del Giro d’Italia 2015, con partenza da Forlì, va al giovane russo della Katusha, abile a centrare la fuga giusta e poi a lasciare i suoi compagni ai meno venti all’arrivo, involandosi in solitaria verso il traguardo.

Pronti, via e subito traguardo volante a Castrocaro Terme: Giacomo Nizzolo (Trek) passa davanti ad Elia Viviani (Team Sky) e Nicola Boem (Bardiani-Csf). Nonostante l’andatura molto sostenuta sin dallo start e a dispetto dei numerosi saliscendi previsti in giornata, riesce a prendere piede la fuga, portata avanti su iniziativa di Diego Rosa (Astana) e comprendente anche Carlos Betancur, Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale), Franco Pellizotti (Androni – Sidermec), Marek Rutkiewicz (CCC Sprandi), Beñat Intxausti, Ruben Fernandez (Movistar), Ryder Hesjedal (Cannondale – Garmin), Ilnur Zakarin (Katusha) e Steven Kruijswijk (LottoNL – Jumbo).

Il loro vantaggio non supera mai i 5 minuti e dietro chi conduce l’inseguimento è la Bmc, intenzionata a portare Philippe Gilbert a giocarsi il successo. Ma arrivati alle soglie del 40″, i rossoneri si rialzano e i battistrada, nel frattempo privi di Montaguti e Rutkiewitz, riacquistano oltre 1’30” di vantaggio. Ai meno venti al traguardo, entrati nel circuito finale di Imola e in vista del GPM di Tre Monti, è Zakarin ad allungare, approfittando della strada bagnata e dell’indecisione dei suoi compagni di avventura che si scrutano inutilmente.

E mentre si corre sotto una pioggia a tratti battente, della quale ne fa le spese anche Rigoberto Uran (Etixx-QuickStep), scivolato ma poi riuscito a rientrare nel plotone senza alcuna conseguenza, Alberto Contador (Tinkoff-Saxo) fa ben intendere come non voglia sottovalutare alcuna tappa e va ad effettuare uno scatto in cima al GPM per prendere in testa l’insidiosa discesa.

Intanto davanti l’azione di Zakarin prende sempre più corpo ed il vantaggio aumenta, fin quando dietro gli altri mollano ed egli è così libero di andare a tagliare il traguardo di Imola indisturbato. Arrivato al Giro con la responsabilità di essere il  vincitore di una corsa importante come il Romandia, dove ha avuto la meglio dei vari Froome, Uran e Nibali, Zakarin si è fatto trovare pronto, trovando la sua prima vittoria in un Grand Tour e regalando alla sua squadra il primo successo in quest’edizione.

Gli altri contrattaccanti arrivano dopo 53″, ma devono accontentarsi di fare la volata per un piazzamento: Betancur è secondo davanti a Pellizotti. Delusione per Hesjedal, colui che più degli altri credeva nella fuga e ha collaborato per la buona riuscita, ma che si è visto sfuggire di mano una buona occasione. Ancora una volta arriva la fuga, ancora una volta il gruppo, giunto a 1’02” e comprendente non più di trenta unità, si lascia scappare un possibile successo.

Non cambia la classifica generale, con Contador che  mantiene la maglia rosa con 3″ di vantaggio su Fabio Aru (Astana) e 46″ su Mikel Landa (Astana).

Le parole del venticinquenne russo vincitore quest’oggi sono dense di orgoglio. Dopo aver portato a casa il Giro di Romandia, appare ancora più incredulo di essere riuscito a far sua anche una frazione di una corsa a tappe così prestigiosa: “Provo molte emozioni, certamente sono contentissimo“.

Alberto Contador ha dato prova della sua condizione che migliora di giorno in giorno attaccando sui Tre Monti. “Il terreno non era quello ideale per un attacco, ma qualche volta si parte di puro istinto – spiega il Pistolero –  Oggi è stata molto dura, molto più dura di ieri nonostante ci fossero 50 km in meno”. “Le gambe stanno migliorando“, prosegue ancora, ricordando come manca ancora molta strada da fare.


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