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Argentina, un’altra tragedia: giocatore muore per infarto

Argentina, un’altra tragedia: giocatore muore per infarto

Calcio, un’altra tragedia: muore in campo un 27enne argentino

Il calcio argentino è ancora in lutto. Dieci giorni dopo l’incidente fatale costato la vita al 24enne Emanuel Ortega, muore in campo per un infarto Cristian Gomez, 27 anni.

Il difensore è stato stroncato da un malore durante la sfida di seconda divisione Boca Unidos-Atletico Paranà. Inutili i tentativi di rianimazione e l’immediato trasporto in ospedale. Shock e sgomento fra i giocatori e fra gli stessi dirigenti del Paranà, dove il giocatore era approdato da cinque mesi: «siamo sconvolti, il ragazzo era in perfetta salute».

La tragedia si è consumata intorno al 32’ del primo tempo di Boca Unidos-Atletico Paranà: Gomez è crollato a terra e, nel giro di un minuto, il disperato assembramento di medici e funzionari attorno a lui, con i giocatori che tentavano di rianimarlo sventolando le maglie, aveva già fatto presagire il peggio.

Una sequenza drammatica di immagini, che poi ha avuto la sua diagnosi all’ospedale “Escuela Llano” di Corrientes: Gomez è rimasto vittima di un infarto fulminante

Dopo la notizia e le prime manifestazioni di cordoglio, anche la federcalcio argentina si è stretta intorno alla morte del povero Gomez, rinviando la partita prevista in serata fra Tigre e River Plate.

I compagni di squadra sono poi giunti in lacrime in ospedale, mentre tanti colleghi hanno subito manifestato il proprio dolore attraverso i social network: tra questi anche il Kun Aguero con un messaggio via twitter.

La morte di Cristian Gomez allunga la terribile striscia di tragedie sul campo che si è consumata da inizio mese. È stato infatti un maggio nefasto, cominciato nel peggiore dei modi con i decessi di due giocatori belgi, Gregory Mertens (Lokeren) e Tim Nicot (Wilrijk-Beerschot), rispettivamente 24 e 23 anni, entrambi stroncati da un arresto cardiaco in campo.

Negli ultimi 15 anni l’escalation di questi eventi ha raggiunto livelli inquietanti, nonostante si sia avuta una maggiore sensibilizzazione sui temi della prevenzione cardiaca: l’episodio del camerunense Vivien Foé, spirato nel 2003 durante una partita di Confederations Cup è stato solo l’inizio.

Poi l’ungherese Miklos Feher e nel 2005 le morti dei brasiliani Cristiano de Lima e Serginho e del francese David Di Tomasso. Nel 2007 fu la volta dello spagnolo Antonio Puerta, e nel 2012 la dolorosissima scomparsa di Piermario Morosini, durante un Pescara-Livorno di Serie B.

In tutti i casi, i giocatori erano giovani e apparentemente in perfetta salute, ma sono rimaste vittime di un’identica fatalità. Che oggi fa riflettere e deve spingere a una maggiore mobilitazione.


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