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Corruzione FIFA, ecco i nomi principali dell’inchiesta americana

Corruzione FIFA, ecco i nomi principali dell’inchiesta americana

Il terremoto avvenuto a livello di alti vertici FIFA sta scuotendo dalle fondamenta l’intero governo del calcio mondiale, a partire dagli alti dirigenti dei vari “dipartimenti continentali” del pallone.

Due, le inchieste finora aperte: una svizzera, che riguarda l’assegnazione – peraltro già molto discussa – dei Mondiali di Russia 2018 e di Qatar 2022, e una americana sulle presunte tangenti ottenute negli anni da alcuni dirigenti da parte di alcune società di marketing in cambio dei diritti di vari tornei calcistici.

Secondo Loretta Lynch – attuale Attorney General (Ministro della Giustizia) degli Stati Uniti – «si tratta di una sistematica corruzione che va avanti da 20 anni. I dirigenti Fifa coinvolti sono stati eletti per proteggere l’integrità dello sport, invece lo hanno corrotto per interessi personali. A partire dal 1991 due generazioni di dirigenti, inclusi gli allora presidenti della Concacaf e del Conmebol, hanno abusato della loro posizione richiedendo e ottenendo tangenti».

Per ora l’inchiesta americana ha fatto spiccare 47 capi d’accusa nei confronti di 14 persone al centro dell’indagine (alcune delle quali già arrestate a Zurigo): tra i nomi di spicco quelli di Jack Webb (attuale presidente della Concacaf e vice presidente Fifa), Jack Warner (ex presidente Concacaf ed ex vice presidente Fifa che avrebbe chiesto 10 milioni al Sudafrica per il Mondiale 2010), Eugenio Figueredo (ex presidente Conmebol) e Nicolas Leoz (ex presidente Conmebol).

Le tangenti si riferirebbero a una serie di manifestazioni, dal mondiale sudafricano alla Coppa America del 2016 fino ad arrivare alla controversa assegnazione della Coppa del Mondo in Russia e Qatar (il filone dell’inchiesta sui prossimi due mondiali però in questo momento sarebbe in mano alle autorità svizzere). L’utilizzo di tangenti avrebbe anche contraddistinto le elezioni generali Fifa del 2011.

Le accuse sono quindi quelle di corruzione e associazione a delinquere, e si paventa in alcuni casi anche il reato di estorsione, per il quale si rischia una condanna fino a 20 anni di prigione.

E non è escluso che a rischiare ora sia anche l’attuale presidente della FIFA Sepp Blatter: per ora gli inquirenti non possono fare commenti, ma ammettono che l’indagine è solo all’inizio.

È una scossa tellurica che potrebbe stravolgere tutta la FIFA e tutto il calcio internazionale, a pochissimi giorni dall’elezione del nuovo presidente. E col rischio di ripercussioni anche sul piano geopolitico, visto che la Russia ospiterà i prossimi Mondiali e che sono ancora in atto le tensioni sulla questione Ucraina.

Nessun amante del calcio vorrebbe leggere queste cose. Quando però la corruzione inquina anche il cosiddetto gioco più bello del mondo, non si può non scuotere la testa e restare, per l’ennesima volta, amareggiati.


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