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World League, l’Italia cade 3-1 in Serbia

World League, l’Italia cade 3-1 in Serbia

Seconda sconfitta di fila per l’Italvolley in World League. Dopo il Brasile, i ragazzi di Mauro Berruto perdono 3-1 a Novi Sad contro la Serbia nel quarto weekend del torneo. Si replica domenica a Belgrado.

Con questa vittoria i balcanici allenati dall’ex “italiano” Nikola Grbic agguantano proprio gli azzurri nella classifica del gruppo A (5 vittorie e 4 sconfitte per entrambi).

Tra i ragazzi di Grbic ci sono tanti “talenti italiani”: Marko Podrascanin e Dragan Stankovic (Lube Treia), Nikola Kovacevic (Blu Volley Verona), Aleksandar Atanasijevic e Nemanja Petric (Sir Safety Perugia, con quest’ultimo l’anno scorso a Modena), Uros Kovacevic (Pallavolo Modena) e Sasa Starovic (Top Volley Latina).

Il punteggio finale dei vari parziali recita 25 – 23, 25 – 20 ,25 – 27, 25-21. Il sussulto italiano arriva solo nel terzo set, quando Travica e compagni annullano tre match ball di Atanasijevic e co. e allungano la partita al quarto parziale.

Per il resto, un massimo equilibrio che però va ad appannaggio dei serbi, capaci di fare la differenza soprattutto a muro già nel primo parziale, in cui l’Italia s’arena a quota 22 e subisce il punto decisivo di Ivovic.

Nel secondo set l’Italia va a fiammate, inconsistente in molti fondamentali e incapace di resistere a muro contro l’accoppiata Jovovic-Atanasijevic che martella di brutto mettendo in luce tutta la sua esplosività.

Nel terzo set, come detto, gli azzurri se non altro restano aggrappati alla partita, subendo prima la rimonta serba dal +3 e poi conquistando il punto del momentaneo 2-1 nel conto set.

Ma la Serbia nel quarto parziale torna di nuovo avanti e riprende prepotentemente in mano la situazione. Specie in battuta i balcanici fanno la differenza e il solco scavato diventa insormontabile per gli azzurri.

Tra loro si salvano in pochi: Pippo Lanza è l’unico a crederci sul serio, con 17 punti e un rendimento abbastanza costante in attacco. Bene pure Giulio Sabbi con 4 aces determinanti e generosissimo, come al solito, Simone Colaci.

Insufficienti gli altri, a iniziare da Ivan Zaytsev: buono in ricezione, ma particolarmente carente al servizio – suo marchio di fabbrica. Non fa meglio la coppia di centrali Birarelli-Anzani, oltre a Travica, facilmente leggibile dai serbi nell’impostazione della manovra.

Domani a Belgrado (ore 20, diretta RAISport) l’Italia deve invertire la rotta. In vista della difficile trasferta brasiliana.


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