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Tour de France 2014: Vincenzo Nibali, un siciliano a Parigi

Tour de France 2014: Vincenzo Nibali, un siciliano a Parigi

Settimo italiano a trionfare ai Campi Elisi – dopo Ottavio Bottecchia (2), Gino Bartali (2), Fausto Coppi (2), Gastone Nencini, Felice Gimondi e Marco Pantani – e secondo – dopo Felice Gimondi – a centrare la tripla corona vincendo i tre Grand Tour,  Vincenzo Nibali è stato protagonista di un Tour de France 2014 esemplare, dominato sin dall’avvio.

In attesa di tuffarci nell’edizione 102 della Grande Boucle, che partirà dall’Olanda sabato 4 luglio, riviviamo le gesta dello Squalo dello Stretto nell’ultima edizione, attraverso i sei momenti più significativi della sua cavalcata vincente.

  • 2ª tappa – 6 luglio: York (Regno Unito) > Sheffield (Regno Unito) – 201 km

Un mare di folla accompagna il Tour alla partenza in Gran Bretagna. Dopo la Grand Depart a Leeds, il traguardo della seconda tappa è posto a Sheffield. Contrariamente a quanto accade negli anni passati, subito tanti saliscendi previsti, che rendono estremamente incerto il finale di gara. Certamente non ci si aspetta subito il forcing degli uomini di classifica, e invece in tanti ci provano, fin quando, a 2 km al traguardo, Vincenzo Nibali scatta in cima all’ultima cote e riesce a beffare tutti, chiudendo con due secondi di vantaggio sul resto del gruppo. Dalla maglia tricolore in bella vista sul traguardo britannico alla maglia gialla già conquistata il secondo giorno di corsa.

  • 5ª tappa – 9 luglio: Ypres (Belgio) > Arenberg Porte du Hainaut – 155,5 km

 

Una delle frazioni più attese per via della presenza di 13 km di pavé che ricorda lo spauracchio Roubaix. È il banco di prova degli scalatori, assai poco avvezzi a confrontarsi su quelle pietre mal ridotte. Sotto un clima da tregenda, succede di tutto, a partire da una doppia caduta che costringe il campione uscente Chris Froome ad alzare bandiera bianca. Ma chi fa la parte del leone è la Astana di Vincenzo Nibali, che impone un ritmo tale da rendere durissima la corsa, costringendo la maggior parte degli avversari a perdere secondi su secondi. Scortato da corridori da pavé come Jakob Fuglsang e soprattutto Lieuwe Westra, il siciliano impartisce una lezione a tutti, dando prova delle sue sorprendenti ma ottime doti sul quel tipo di terreno. I distacchi al traguardo sono pesantissimi: Nibali guadagna 1’52” su Richie Porte, oramai capitano Sky, 2’09” su Valverde e 2’35” su Contador in classifica generale.

  • 10ª tappa – 14 luglio: Mulhouse > La Planche des Belles Filles – 161,5 km

Non sono i Pirenei né le Alpi a dare un nuovo scossone alla classifica, bensì i Vosgi, nella prima vera impegnativa tappa della rassegna. Il giorno precedente Vincenzo Nibali cede la maglia gialla a Tony Gallopin alla vigilia della festa nazionale francese, ma il 14 luglio vuole già riprendersela con gli interessi. Sul traguardo di La Planche des Belles Filles, dopo sette GPM affrontati, di cui quattro di prima categoria, e dopo la caduta di Alberto Contador che mette fuori gioco lo spagnolo, il siciliano dà un’altra prova di forza, giungendo in solitaria all’arrivo davanti a Thibaut Pinot ed Alejandro Valverde.

  • 13ª tappa – 18 luglio: Saint-Étienne > Chamrousse – 197,5 km

Nel giorno dell’anniversario della nascita di Gino Bartali e della morte di Fabio Casartelli, Vincenzo Nibali tiene viva la memoria dei due grandi scomparsi, lasciando ancora una volta il segno. Dopo i Vosgi, ecco le Alpi. Pur con distacchi stavolta minimi, chi comanda è sempre lui, che coglie la prima vittoria in maglia gialla, distanziando di 10″ Rafal Majka e Leopold Konig.

  • 18ª tappa – 24 luglio: Pau > Hautacam – 145,5 km

Dopo i Vosgi le Alpi, dopo le Alpi i Pirenei. Non si accontenta di vincere: Nibali vuole stravincere il Tour de France per dimostrare di meritare la vittoria senza se e senza ma, senza pensare ai presenti o agli assenti, senza poter concedere ad alcuno alibi di sorta ad alcuno. È il traguardo storico di Hautacam, posto dopo la scalata al mitico Tourmalet, lo scenario in cui Nibali sceglie di porre il quarto sigillo personale. La prova di forza è mostruosa: gli avversari vengono sgretolati sotto la forza del messinese, che alza le braccia sul traguardo distanziando di oltre un minuto il primo inseguitore, il francese Thibaut Pinot. Ogni tentativo di porre fine al suo dominio è vano: Vincenzo Nibali sta per arrivare a Parigi in maglia gialla.

  • 21ª tappa – 27 luglio: Évry > Parigi-(Avenue des Champs-Élysées) – 137,5 km

È il giorno della passerella finale, è il giorno di Vincenzo Nibali trionfatore del Tour de France 2014. Una Grande Boucle monopolizzata dall’atleta italiano, capace di vestire il simbolo del primato per 19 giorni su 21 totali, un record di questi tempi moderni. Dopo sedici anni, il più importante evento ciclistico al mondo torna a colorarsi d’azzurro: sul podio degli Champs-Élysées torna a suonare l’Inno di Mameli.

Per concludere, riviviamo le gesta in giallo di Vincenzo Nibali attraverso un docufilm andato in onda sulle reti Rai a conclusione della Grande Boucle: Vincenzo Nibali, un siciliano a Parigi.


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