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Stangata Uci: Androni sospesa per 30 giorni. Il team alza la voce

Stangata Uci: Androni sospesa per 30 giorni. Il team alza la voce

Guai in vista per la Androni-Sidermec. La formazione Professional italiana è stata infatti sospesa dall’Uci, secondo il regolamento in vigore da inizio stagione, per un periodo di tempo di 30 giorni per esser stata protagonista, nel giro di poche settimane, di due casi di doping.

Prima la vicenda di Davide Appollonio, trovato positivo all’Epo in seguito ad un controllo effettuato lo scorso 14 giugno in seguito alla partecipazione al GP Canton d’Argovie, in Svizzera, gara nella quale giunse terzo. Poi, notizia recente, la nuova positività del trentenne abruzzese Fabio Taborre ad un farmaco che viene impiegato per stimolare la produzione di globuli rossi nei casi di anemia, FG-4592.

Non si era fatta attendere la reazione del team manager della squadra Gianni Savio che, se nel primo caso aveva definito senza mezzi termini “stupido criminale” chi ricorre all’utilizzo di sostanze illecite, aveva poi rincarato la dose, ribadendo la tolleranza zero nella lotta al doping e la disponibilità, secondo le norme dell’MPCC (Movimento per un ciclismo credibile, di cui il team fa parte) e qualora le controanalisi confermassero il tutto, ad autosospendersi dalle corse per un periodo di tempo previsto.

Ma ecco che è proprio l’Unione Ciclistica Internazionale a prendere provvedimenti, annunciando lo stop di un mese, a partire dal 1 agosto. “Faremo ricorso all’UCI“, tuona Gianni Savio, che afferma come tale sanzione possa essere annullata qualora la squadra dimostri la completa estraneità ai fatti. “Noi, non solo siamo assolutamente estranei ai fatti, ma produrremo tutta la documentazione relativa alle misure adottate per combattere il doping“, prosegue l’esperto manager torinese, che ha inoltre già dato mandato all’Avvocato Giuseppe Napoleone di avviare azioni legali contro i due corridori incriminati per chiedere il risarcimento danni, come previsto dal regolamento interno della squadra. 

E così alzano la voce anche tutti i corridori della formazione, capitanati dall’esperto Franco Pellizotti, che in un comunicato ufficiale condannano “fermamente” il comportamento “assurdo e dissennato” dei loro colleghi, rei di recare un “grave danno di immagine ed economico” e la perdita di opportunità di partecipare alle corse in un finale di stagione cruciale anche in vista dei possibili rinnovi contrattuali. Pertanto anche loro agiranno con azioni legali per mezzo dell’Avvocato Naapoleone.


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