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Coppa delle Nazioni U23, Italia sul tetto del mondo

Coppa delle Nazioni U23, Italia sul tetto del mondo

Eppur si muove. No, non è questo lo spazio per affrontare questioni di fisica. È l’espressione che meglio rende la rinascita che si intravede nel ciclismo giovanile in Italia: per la prima volta dalla sua istituzione, la nostra nazionale, guidata dal tecnico Marino Amadori, sale sul tetto del mondo, imponendosi nella prestigiosa Coppa delle Nazioni Under23.

Essa non è altro che una sorta di WorldTour riservato a coloro che si apprestano al debutto nel professionismo: è l’insieme, dunque, delle principali corse in calendario riservate alla categoria Under23. Fu istituita nel 2007 e, in otto edizioni, due piazzamenti d’onore nel 2008 e nel 2011 hanno rappresentato il massimo risultato conseguito dal nostro movimento.

Sino a quest’anno. Con il Tour de l’Avenir, il Tour de France riservato agli under23, si è chiusa l’edizione 2015 che ha visto l’Italia concludere al primo posto davanti a Danimarca e Norvegia. Sei prove cominciate col Giro delle Fiandre e, penultima tappa, il Trofeo Almar in Italia. e l’Italia si è sempre ben comportata: secondo posto per Gianni Moscon (già sotto contratto col Team Sky) alla Ronde, successo alla Cote de Picarde (Francia) per Simone Consonni, affermazione di Gianni Moscon al Trofeo Almar e piazzamenti in top 10 per Simone Petilli e Giulio Ciccone al Tour de l’Avenir.

Nessuna nazionale è stata capace di far meglio, quest’anno, dunque ecco il premio che il capitano della squadra Gianni Moscon riceve dalle mani del Presidente dell’Unione Ciclistica internazionale Bryan Cookson. “E’ una soddisfazione immensa ricevere questo premio dal numero uno del ciclismo mondiale e poterlo festeggiare con i miei compagni di nazionale al termine di una corsa massacrante con il Tour de l’Avenir”, sono le parole dense di felicità del ventunenne trentino.

E ora, con ottimismo e soprattutto con un uomo in più, premio per il risultato raggiunto, si guarda a Richmond 2015, ovvero i Campionati Mondiali di ciclismo su strada in cui si può e si deve far bene. E sarà certamente contento Davide Cassani, che della crescita dei giovani talenti ha fatto il suo cavallo di battaglia da commissario tecnico della nazionale élite.


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