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Richmond 2015, Ledanois oro under 23. Argento Consonni, ma che sfortuna Italia!
Podio under 23 Mondiali Richmond 2015.

Richmond 2015, Ledanois oro under 23. Argento Consonni, ma che sfortuna Italia!

Non raccoglie quanto avrebbe meritato, la nazionale italiana guidata da Marino Amadori, nella gara in linea under 23 dei Campionati Mondiali di Richmond 2015. La sfortuna si accanisce con i nostri ragazzi, così a prendersi la medaglia d’oro è il francese Kevin Ledanois, che riesce ad anticipare di pochi metri Simone Consonni, vincitore di un argento carico di delusione e rammarico per la prova corale azzurra.

Una tattica di gara perfettamente messa in pratica dai nostri, su indicazione del commissario tecnico, ma andata in fumo a causa di guasti meccanici occorsi proprio nei momenti decisivi della gara. Il primo a farsi interprete di una prova maiuscola è Davide Martinelli, autore di una lunga fuga (il primo vero tentativo dopo tanti andati a vuoti da parte di corridori di seconda fascia) assieme a Joao Rodriguez (Portogallo), Eddie Dunbar (Irlanda) e Maximilian Schachmann (Germania). Il gruppo lascia fare, così i quattro di testa riescono ad acquisire un vantaggio superiore ai due minuti, col gruppo guidato da inglesi e belgi, mentre sono un po’ più nascosti i favoriti danesi.

Martinelli dapprima non collabora, poi da man forte all’azione, permettendo ai fuggitivi di resistere più a lungo in testa alla corsa. Corsa che si infiamma in occasione del penultimo passaggio sulle asperità poste nella seconda parte del percorso: è proprio l’azzurro ad attaccare, ma viene fermato da un problema al cambio che lo costringe a rialzarsi. Con lui, poco dopo, si arrendono anche gli altri compagni di fuga.

Siamo ormai all’ultimo giro con una situazione di gruppo compatto. Dopo aver cambiato mezzo ai box, il figlio d’arte è di nuovo nelle prime posizioni del gruppo, dove provano, invano, corridori come i danesi Mads Wurtz Schmidt prima e Soren Kragh Andersen poi ed il francese Fourier. Il gruppo è forte di un’ottantina di unità, tra le quali Gianni Moscon, nostro alfiere, che in salita prova a fare la differenza ma è fermato anch’egli da un altro problema meccanico alla sua bici.

È questo il momento topico della corsa: davanti a lui scattano due francesi, Kevin Ledanois e Anthony Turgis. Prova a mettersi a ruota un indomito Davide Martinelli, ma è chiuso nella morsa dei due transalpini e, complice la stanchezza accumulata dopo una giornata all’attacco, perde contatto. A compiere lo scatto decisivo è il primo, che ai duemila metri parte e sembra potersene andare. Il suo vantaggio non è molto e da dietro si avvicinano alcuni atleti, tra cui Gianni Moscon ed il nostro uomo per le volate, Simone Consonni.

Ma non c’è nulla da fare: per un paio di metri Kevin Ledanois riesce a resistere alla rimonta di Simone Consonni che, lanciato splendidamente da Moscon, va a cogliere un secondo posto che sa di delusione (ed il pugno sbattuto sul manubrio, come mostra la foto qui a lato, è emblematico). A chiudere il podio è ancora Francia con Turgis, mentre ai piedi del podio finisce Moscon.

Non hanno nulla da rimproverarsi i nostri, se non la tanta sfortuna che ha impedito loro di cogliere quel successo che comunque il francese ha meritato, scattando nel momento giusto. Male i danesi, favoriti alla vigilia, non andati oltre un inutile sesto posto.

Ordine d’arrivo:

1. Kevin Ledanois (Francia) in 3h54’45”
2. Simone Consonni (Italia) s.t.
3. Anthony Turgis (Francia) a 2″
4. Gianni Moscon (Italia) s.t.
5. Alexander Kamp (Danimarca) a 5″
6. Fabian Lienhard (Svizzera) s.t.
7. Michal Schlegel (Repubblica Ceca) s.t.
8. Lucas Gaday Orozco (Argentina) s.t.
9. Adam De Vos (Canada) a 10″
10. Lennard Kämna (Germania) a 12″


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