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Serie A: è un momento d’oro, anzi… Viola
Ilicic Fiorentina-Atalanta

Serie A: è un momento d’oro, anzi… Viola

Arriva la sosta per le Nazionali, in Serie A. Eppure, la 7ᴬ giornata giocata ieri ha sancito ancora una volta quella che è finora la vera sorpresa della massima serie: la Fiorentina.

La Viola di Paulo Sousa ha ormai spiccato il volo ed è lanciata come non mai a coprire un ruolo da protagonista in questa stagione. Dopo la notte magica di San Siro e l’1-4 rifilato all’allora capolista Inter, Pasqual e compagni hanno proseguito la scorsa settimana con un ruolino da grande.

Altro poker, ancora in trasferta, sul campo del Belenenses in Europa League, e ieri roboante tris (ma poteva essere anche questa volta una quartina) all’Atalanta sul proprio campo. Undici gol fatti e appena uno subito: un’autentica macchina del calcio che non conosce pareggi (6 vittorie e una sconfitta in campionato, una partita persa e un’altra stravinta in Coppa), quella tirata su dal tecnico lusitano.

L’allenatore ex Basilea ha riportato praticamente in auge il colore Viola, che non si vedeva in testa alla classifica in solitaria da quasi 17 anni: 7 febbraio 1999, un punto sopra la Lazio. Erano gli anni di Batistuta ed Edmundo, e del Trap su una panchina italiana: sembra un secolo sportivo fa, tanta è l’acqua che è passata sotto i ponti.

Da allora, la Firenze calciofila non è più riuscita a risorgere con convinzione. È per questo dunque che i tifosi ora gongolano davanti al “miracolo in Viola” tutto progettato dalla società, con i Della Valle in testa e col grande condottiero Paulo Sousa in panchina.

Gioco bellissimo, squadra compatta e dalle geometrie ben congegnate, esterni in grado di pungere e tanta, tantissima qualità offensiva: questa Fiorentina viaggia a gonfie vele, e con 14 reti fatte ha il terzo miglior attacco del campionato (dietro alla Roma con 17 e al Napoli con 16).

Tre le reti messe a segno dal bomber principe, Nikola Kalinic, tutta nella memorabile serata di San Siro, come tre sono i rigori siglati dal cecchino Josip Ilicic; due, ma pesanti e letali, di Khouma Babacar e dell’ “attaccante” che non ti aspetti Marcos Alonso.

In più anche le firme di Blaszczykowski, Borja Valero e Verdù (questi ultimi due ieri sera). E ci sono ancora da aspettare gli acciaccati o recuperanti Federico Bernardeschi e Pepito Rossi. Insomma, Paulo Sousa non ha che l’imbarazzo della scelta e può davvero godersi la sua creatura in Viola.


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