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Fabio Aru debutta a Valencia: ecco il suo programma

Fabio Aru debutta a Valencia: ecco il suo programma

La stagione di Fabio Aru e dell’Astana intera può dirsi ufficialmente partita. Il team kazako ha cominciato a Montecatini Terme il primo raduno per gettare le basi di una nuova impegnativa annata. Tanta responsabilità attorno al sardo che, reduce dalla vittoria alla Vuelta a Espana, è ormai a tutti gli effetti il leader della squadra al pari di Vincenzo Nibali.

Il 2016 del Cavaliere dei Quattro Mori, tornato a dir poco abbronzato da una vacanza a Zanzibar, si preannuncia, perciò, denso di aspettative. Coinciderà con la Vuelta a la Comunidad Valenciana, in programma dal 3 al 7 febbraio, il suo debutto, per poi trasferirsi nel vicino Portogallo e prendere parte alla Volta ao Algarve tra il 17 e il 21 dello stesso mese.

Niente tournée in Asia, dove ci sarà Vincenzo Nibali – clicca qui per il calendario dello Squalo – ma permanenza in Europa per essere al via, a marzo, di una tra Tirreno-Adriatico e Parigi-Nizza (da valutare più in là). E ancora brevi corse a tappe con il Giro dei Paesi Baschi collocato ad aprile, a cui seguiranno le Classiche delle Ardenne (Liegi sicuramente, le altre ancora da vedere).

Saltato il Giro d’Italia, rotta sull’obiettivo numero uno, il Tour de France. Sarà la sua prima Grande Boucle, quindi poca pressione e tanto desiderio di accumulare ulteriore esperienza nel palcoscenico più importante. Resterà infine da decidere se Davide Cassani lo inserirà (assai probabile la risposta affermativa) nella lista dei cinque che voleranno a Rio 2016 – il percorso è, lo ricordiamo, adatto agli scalatori – e se si presenterà al via della Vuelta per difendere la maglia rossa conquistata all’ultimo respiro poco più di due mesi fa.

A svelare tutti i piani è il direttore sportivo Giuseppe Martinelli che, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, dice la sua anche sulla riforma del ciclismo e sulla possibilità di ridurre le rose per squadra a 25 atleti: “Sarebbe un errore grave e non risolverebbe il problema delle cadute – afferma – Bene, invece, la reintroduzione delle radio per la sicurezza”.


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