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Duel in the Pool 2015, è ancora Usa: l’Europa va KO

Duel in the Pool 2015, è ancora Usa: l’Europa va KO

Sette edizioni, sette volte Stati Uniti. Non cambia neppure ora il risultato del Duel in the Pool 2015, affascinante sfida che vede contrapposte, a cadenza biennale, nel nuoto in vasca corta, la scuola europea (in precedenza quella australiana) e quella a stelle e strisce. Stavolta a far da teatro alla manifestazione è stato il complesso dell’Indiana University Natatorium, a Indianapolis.

La prima giornata termina col punteggio di 74-48 per i nordamericani: un successo netto, con pochi atleti del vecchio continente capaci di resistere agli avversari. Non benissimo i tre italiani: Luca Mencarini è quarto in 1’54”42 nei 200 dorso), Marco Orsi ancora quarto in 46″81 nei 100 stile libero (a Netanya, quando vinse l’oro, fermò il tempo sui 46″05), Gregorio Paltrinieri finisce quinto nei 400 stile libero in 3’42″47.

Benissimo Katinka Hosszum, subito capace di far doppietta nei 400 misti (4’21”21) e nei 200 dorso (1’59”75), e poi tanti americani, tra cui il record del mondo fatto segnare dalla staffetta mista 4×100 donne (Courtney Bartholomew, Katie Meili, Kelsi Worrell e Simone Manuel) in 3’45”20.

Nella seconda giornata è vana la speranza di attendersi un grande risultato da Paltrinieri nella sua gara, i 1500 stile libero: ma il campione mondiale della distanza ha pagato gli sforzi compiuti a Netanya, chiudendo al secondo posto dietro a Connor Jager, lontano di ben 12″ dal tempo fatto registrare in Israele.

Non basta Ranomi Kromowidjojo, che eguaglia il suo record mondiale nei 50 stile libero (23″24) perché ancora una volta gli avversari fanno incetta di successi: tra questi, ricordiamo il nuovo primato messo a segno da Matt Grevers, che nei 100 dorso ferma il tempo sui 48″92, abbassando di 2 centesimi il primato mondiale stabilito nel 2009 da Nicholas Thoman.

Il risultato finale parla di 155 a 107 per gli Stati Uniti d’America, a testimonianza che sono ancora loro la guida mondiale nel nuoto e che l’Europa può solo contare su alcune stelle di caratura internazionale, a dispetto del resto del cast che fatica a stare dietro i rivali nordamericani.


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