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Bundesliga, il punto: quel carrarmato chiamato Bayern Monaco
Foto Afp

Bundesliga, il punto: quel carrarmato chiamato Bayern Monaco

Il carrarmato continua a marciare: il Bayern Monaco ha vinto 2-0 in casa del Wolfsburg, remake della finale di Supercoppa di Germania perduta ad agosto. Il Dortmund fa quello che può.

Continua infatti il duetto testa a testa fra bavaresi e gialloneri di Westfalia: questi ultimi, la squadra di Tuchel, in qualsiasi altro campionato d’Europa – tranne in Francia, dove domina il Psg – sarebbe tranquillamente in lotta per il titolo nazionale.

E invece in Germania c’è qualcun altro, da qualche stagione, che ripete sempre la solita sinfonia: è il Bayern Monaco, che è di Guardiola e sarà da giugno in poi di Ancelotti. Lahm e compagni hanno affossato pure i Lupi, conquistando il terzo successo di fila con due gol di scarto e praticamente doppiando in classifica la squadra di Hecking.

I bavaresi infatti sono momentaneamente a 62 punti, esattamente il doppio dei Lupi biancoverdi, che l’anno scorso di questi tempi guerreggiavano per la Bundes contro gli attuali campioni di Germania e che alla fine del 2015 hanno vinto più trofei nazionali (Coppa e Supercoppa) rispetto agli uomini di Guardiola.

La sostanza però sabato è stata ribadita: questo Bayern è troppo forte per questo Wolfsburg. Nonostante l’atteggiamento positivo degli avversari, i bavaresi hanno fatto loro la partita con due guizzi in dieci minuti di Coman – al quarto gol in campionato – e Lewandowski (8 gol nelle 6 partite del girone di ritorno).

Un’altra dimostrazione di forza, per il Bayern Monaco, che quando decidono di accelerare nei secondi tempi vanno sempre a nozze: la differenza reti nei primi tempi parla di 20-6, nei secondi 45’ sale addirittura a 38-5.

Ai numeri ne vengono altri: come la 145ᴬ volta di Neuer imbattuto in 306 partite di Bundesliga; il portierone tedesco ora è nella classifica all-time dei portieri che in Germania hanno terminato più volte la partita lasciando inviolata la propria porta.

Dietro il Dortmund fa quel che può, sbuffando e ansando ma ricucendo alla fine col Bayern (che resta comunque a +11): il Signal Iduna Park prima va in paranoia, con l’Hoffenheim che trova il vantaggio con Sebastian Rudy; il giocatore poi si fa espellere, i gialloneri cominciano a spingere e poi in dieci minuti non solo la pareggiano con Mkhitaryan, ma addirittura vanno in vantaggio e triplicano con Ramos e soprattutto con Aubameyang.

Per il gabonese è il 22esimo centro stagionale; il bavarese Lewa è a 23. Il duello durerà fino alla fine: e qui, sicuramente, c’è più partita.


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