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Ligue 1, l’analisi: sotto il Psg alieno poco o niente

Ligue 1, l’analisi: sotto il Psg alieno poco o niente

L’equazione Ligue 1=Psg è ancora quella giusta, in Francia: il Paris-Saint Germain mette di nuovo in riga tutte quante con un campionato da record. Tripla cifra nei gol fatti (con Ibra l’extraterrestre mattatore d’eccezione), tripla sfiorata pure nei punti accumulati (98) e un unico grande rimpianto chiamato Champions. Dietro poco altro da segnalare: Lione e Monaco seconde, bene la matricola Angers.

Cos’altro aggiungere all’ennesima cavalcata trionfale de Les Parisiens? Il dominio transalpino è andato in scena anche quest’anno con una facilità disarmante, figlia di appena due scivoloni (clamoroso soprattutto quello di aprile a Lione) e di 30 vittorie massacranti contro altrettante avversarie.

Solo per darvi un’idea: al giro di boa della fine del girone d’andata il Psg di Blanc ha chiuso con zero sconfitte, il miglior attacco (48 ore all’attivo) e la miglior difesa (appena 9 subite) e soprattutto con 51 punti; il Monaco secondo, con 32, era paradossalmente più vicino alla zona retrocessione, con l’ultima il Guingamp a 19 punti. Storie di Francia.

Il “secondo tempo” di questa Ligue 1 è stata solo una ripetizione: Ibra e compagni a menare le danze e a distanziare tutti, adoperando il campionato come un immenso campo di allenamento buono in vista degli impegni infrasettimanali di Champions (sfuggita poi a un passo dalla semifinale contro il City dopo l’impresa nuova col Chelsea). Risultato? 31 punti finali dati all’accoppiata Lione-Monaco.

È stato ancora, è sempre il caso di sottolinearlo, l’anno di Zlatan Ibrahimovic: il karateka svedese con i piedi fini e le manie di grandezza è stato ancora una volta grande siglando 38 gol finali (in media uno a giornata) nell’anno che probabilmente coinciderà col suo addio al calcio francese (e l’approdo, probabile, in Premier League).

Zlatan e non solo: Edinson Cavani ha segnato la metà dei gol, 19, anche se ancora non sa se per lui sarà permanenza o valigia per destinazione imprecisata; Angel Di Maria ha confermato di essere una delle migliori ali in circolazione nel panorama mondiale, andando in doppia cifra per gol segnati nel primo anno di Ligue 1.

Verratti continua a mostrare segnali di crescita; la difesa rocciosa tutta carioca comandata da Thiago Silva e David Luiz ha ben protetto la porta di Trapp – titolare inamovibile da un certo punto in poi al posto dell’italiano Sirigu – forata appena 18 volte in totale.

Una differenza reti imbarazzante per chiunque, anche per chi quest’anno la Ligue 1 se l’è vista da molto lontano: 33 infatti i punti di distacco fra Psg e seconde, con il Monaco che ha smarrito il secondo posto valido come accesso diretto proprio al fulmicotone per via del ritorno di fiamma del Lione di Alexandre Lacazette (vice capocannoniere con 21 firme).

Da sottolineare anche l’ottimo campionato di Ben Arfa, che con 17 gol ha trascinato il Nizza al meritato accesso in Europa League, insieme al Lille. Ai preliminari dell’ex Coppa Uefa il Saint-Étienne.

Campionato anonimo invece quello dell’Olympique Marsiglia, risucchiato nella spirale della crisi con la conduzione Loca di Marcelo Bielsa nel primo frammento di stagione (ma di Batshuayi continueremo a sentir parlare…).

Si salvano invece l’Angers dei miracoli e il buonissimo Caen; retrocedono in Ligue 2 Stade de Reims, Gazélec Ajaccio e Troyes.


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