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Copa America Centenario, chi ha più chances? Le grandi vanno a caccia del Cile

Copa America Centenario, chi ha più chances? Le grandi vanno a caccia del Cile

Un sogno chiamato Copa America Centenario: le grandi Nazionali del Sudamerica, più gli Stati Uniti, vogliono conquistare il titolo della CONMEBOL nell’edizione che celebra il secolo di vita della federazione. Tutti a caccia del Cile (per l’Argentina subito l’occasione di vendicarsi); Brasile e Uruguay non possono sbagliare.

Ripartiamo proprio dal duello finale che concluse la scorsa edizione regalando il primo storico successo alla Roja, allora di Jorge Sampaoli: dopo l’addio del Bielsita, la nazionale è stata affidata a Juan Antonio Pizzi e sogna un double che avrebbe del clamoroso.

La squadra è infarcita di tante stelle, inamovibili – come Alexis Sanchez– o discusse – Vidal, ovviamente per alcuni atteggiamenti fuori dal campo… – ma sarà orfana di Jorge El Mago Valdivia: assenza pesante, ma a cui la Roja farà ammenda con un centrocampo granitico e di grandi attributi (ci sono anche gli “italiani” Medel e Mati Fernandez, più l’attaccante Pinilla).

L’Argentina però stavolta non vuole stare a guardare: sia perché ha subito a disposizione (lunedì 6 giugno) il match per vendicare la terribile finale di Santiago della scorsa estate e sia perché gli esami di maturità per gente tipo Higuain o Messi (solo per citare i nomi più ingombranti)

36 gol quest’anno sono bastati al Pipita per riprendersi tutta la stima e l’ammirazione perdute in quella folle notte all’Estadio Nacional, quando fu lui a sbagliare il penalty decisivo. Higuain poi è in ottima compagnia: con lui ci sono anche Lavezzi, Aguero, Di Maria e soprattutto quel Lionel Messi che ormai non può più fallire con la sua Albiceleste per ottenere quella consacrazione definitiva fra gli Dei del Calcio (lì dove campeggia ancora, come un fantasma scomodissimo da scacciare, quel genio assurdo di Diego Armando…).

Non solo Cile e Argentina, però: la Copa America Centenario sarà anche l’occasione per rivedere all’opera squadroni del calibro di Brasile e Uruguay.

La Seleçao di Dunga è attesa da un pronto riscatto dopo l’eliminazione – la seconda consecutiva peraltro – patita lo scorso anno contro quegli spauracchi in biancorosso che rispondono al nome di Paraguay. La seconda esperienza verdeoro dell’ex centrocampista di Pisa, Fiorentina e Pescara è stata finora fallimentare.

Sullo sfondo resta la figuraccia biblica nel mondiale casalingo, un 1-7 che in Brasile ricorderanno quasi come un Maracanazo, e i dubbi su una squadra che, fra scelte “olimpiche” e tecniche sarà priva di un sacco di big: Neymar in primis (dirottato per Euro 2016 per riprendersi in casa quello che la Germania ha sottratto al Brasile due anni fa col Mondiale…), ma anche Thiago Silva, David Luiz e Marcelo.

Scelte che a Rio, San Paolo e dintorni hanno già fatto discutere e che mettono di nuovo sulla graticola Dunga: chi può salvarlo in questa Copa America Centenario porta i nomi di Dani Alves, Coutinho, Willian, Douglas Costa e Hulk. Di attaccanti che siano almeno la pallida ombra di quel mostro di Pelé neppure l’ombra.

E poi c’è la Celeste di Oscar Tabarez: l’Uruguay è stata la squadra che si è portata a casa la Copa America nella penultima edizione, quella giocata nel 2011 in Argentina e vinta contro il Paraguay. Nella lista ci sono mostri sacri, a cominciare chiaramente da Edinson Cavani e dalla nuova Scarpa d’Oro, o mister 40 gol, Luis Suarez.

Tornato grande dopo il famigerato morso a Chiellini, El Pistolero è pronto ad azzannare nuove vittime anche in Copa America a suon di gol. Gimenez e Godin partiranno per il ritiro subito dopo la finale di Champions del loro Atletico: e chissà che non arrivino negli Stati Uniti con la pancia già mezza piena…


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