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Euro 2016, l’analisi – Francia, Germania, Belgio: chi è la favorita?
Foto Epa/Ansa

Euro 2016, l’analisi – Francia, Germania, Belgio: chi è la favorita?

Aspettando Italia-Spagna (soprattutto) e Inghilterra-Islanda, il quadro dei quarti di finali di Euro 2016 si è delineato già per tre quarti. Ieri Francia, Germania e Belgio hanno assolto il loro compito: sconfitte nell’ordine l’Irlanda per 2-1, la Slovacchia per 3-0 e l’Ungheria per 4-0. Chi ha ora il ruolo di favorita, chi più chance di arrivare in finale?

Il Portogallo è stato escluso dal novero perché resta una squadra ambigua: nel girone non ha convinto, esplodendo solo nel matto 3-3 con l’Ungheria grazie alla verve della sua stella indiscussa, Cristiano Ronaldo. Il punto è questo: l’equazione lusitani=CR7 è evidente e ingombrante, per la nazionale di Fernando Santos: se il madridista è in palla, allora tutto ok; ma se non azzecca la giornata giusta son dolori.

La nazionale dell’estremo ovest d’Europa però sa il fatto suo: la vittoria al 117’ contro la favorita Croazia vale come un prepotente biglietto da visita per quel che resta di Euro 2016.

Tornando alle gare di ieri, chiaramente l’attenzione si appunta innanzitutto sulla padrona di casa: che paura, per la Francia di Deschamps! Andata sotto dopo un paio di minuti (il rigore, sacrosanto per un fallo sciocco di Pogba e trasformato dall’irlandese Brady è stato il secondo gol più veloce della storia di un Europeo), la nazionale in Bleu se l’è vista davvero brutto prima di trovare, nella ripresa, il micidiale uno-due firmato dal suo Petit Diable.

La Francia ha trovato in Antoine Griezmann il salvatore della patria: l’attaccante dell’Atletico è arrivato così a 10 gol con i Bleus e ha pure propiziato pure l’espulsione di Shane Duffy. Con uno così, accuratamente assistito anche dal resto della compagnia (Pogba su tutti), la squadra di Deschamps può arrivare fino in fondo rispettando i favori del pronostico. I transalpini ora sono in attesa dell’esito di Inghilterra-Islanda.

Occhio comunque alla concorrenza agguerrita. Della Germania, in primis: la Nazionale campione del mondo si è sbarazzata facilmente della matricola Slovacchia con un 3-0 fatto di prime (e seconde) volte. La prima rete in nazionale di Jerome Boateng; il rigore (non il primo) sbagliato da Mesut Özil; la seconda rete in Euro 2016 del semprevivo Mario Gomez; la prima volta al gol in partite ufficiali per il talento Julian Draxler.

Tanto materiale per Joachin Löw: la sensazione che finalmente la potentissima macchina tedesca si sia messa in moto pervade un po’ tutto l’ambiente del calcio continentale. Ora la Mannschaft sogna di rievocare la doppietta Mondiale-Europeo che gli riuscì (anche se a parti invertite) già nel biennio 1972-74. Italia o Spagna permettendo.

Infine c’è il Belgio. Il 4-0 con cui i Diavoli Rossi hanno preso a schiaffi l’Ungheria non ammette altri bilanci: la squadra di Wilmots si è sciolta dall’emozione dell’esordio e ha tenuto un ritmo altissimo per quasi tutto il match, costringendo i magiari (sorpresa di questo Europeo, giocato 44 anni dopo l’ultima partecipazione) ad andare in confusione sia in attacco che in difesa.

Non solo, ma il commissario tecnico belga ha ottenuto risposte chiare e convincenti da tutti i suoi effettivi: dai marcatori (Alderweireld, Batshuayi, Hazard e Carrasco) ai motori volanti del campo (De Bruyne su tutti). Insomma, ora il Belgio va e viaggia spedito verso una finale che non sembra così improbabile.

La curiosità di questo Euro 2016 poi sta tutta in quel tabellone: nella parte destra ci sono le nazionali più forti del torneo (tutte quelle che almeno una volta hanno vinto la Coppa del Mondo); nell’altra solo due squadre, Belgio e Portogallo appunto, che hanno giocato una finale degli Europei (tra l’altro perdendola).

Insomma, in attesa di Italia-Spagna e Inghilterra-Islanda, a destra si profilano già scontri tra giganti in semifinale; dall’altra parte invece ci sono sicuramente Belgio-Galles e Polonia-Portogallo. Qualcuno può già sognare: questo Euro 2016 è ancora tutto da scrivere.


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