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Tour de France 2017: Froome cerca il poker, Bardet sogna in grande

Tour de France 2017: Froome cerca il poker, Bardet sogna in grande

Il Tour de France 2017 è finalmente svelato. L’Aso ha reso noti i dettagli relativi alle tre settimane di corsa della 104^ Grande Boucle, che si disputerà tra l’1 e il 23 luglio: cinque le frazioni d’alta montagna, certamente decisive per l’assegnazione della maglia gialla.

A margine della presentazione presieduta dai dirigenti Aso, a partirte dal direttore Christian Proudhomme, non sono mancate le dichiarazioni degli attesi protagonisti della prossima kermesse francese, a cominciare da Chris Froome, che il prossimo luglio andrà a caccia del poker personale.

Dopo i successi del 2013, del 2015 e del 2016, che hanno già permesso al britannico di entrare dritto nella storia del ciclismo, ecco che il pensiero alla quarta affermazione è già ricorrente. “Dovrò programmare bene il lavoro per raggiungere questo mio grande obiettivo“, ha affermato il corridore del Team Sky, convinto che il percorso proposto sarà “duro, decisamente duro“.

Quali saranno le tappe più significative oppure quelle che rivestiranno un fascino particolare? Non c’è dubbio che l’arrivo sul Col d’Izoard stuzzica non poco l’interesse del Keniano bianco (e non solo il suo); il Mont du Chat sarà tutto da studiare, ma già promette spettacolo, mentre La Planche des Belles Filles costituisce una gradita sorpresa per  il trentunenne inglese perché lì ha già vinto due volte e “non sarebbe male mettere a segno un bel tris già in apertura di Tour”.

I pochi chilometri a cronometro (13 il primo giorno a Dusseldorf, 23 il penultimo a Marsiglia), renderanno l’intera corsa assai più equilibrata ed aperta anche a chi contro il tempo non è particolarmente avvezzo. Ci riferiamo ovviamente a Nairo Quintana, che dopo tre podi spera di poter raggiungere quel gradino più alto sul quale è recentemente salito alla Vuelta a Espana, oppure al francese Romain Bardet, su cui l’intero popolo transalpino ripone le speranze per una maglia gialla che manca ormai da oltre trent’anni.

“È un percorso interessante, con molte salite inedite sulle quali non siamo mai stati”, è il pensiero dell’atleta della Ag2R La Mondiale, reduce da un grande secondo posto quest’anno. Il cerchietto rosso sarà puntato sulla tappa di Chambery, quartier generale della squadra, al termine di una giornata che prevede le scalate a Col de la Biche, Grand Colombier e Mont du Chat e un arrivo in discesa che ben si adatta all’agile ventiseienne di Brioude. La frazione decisiva sarà però quella dell’Izoard: “Sarà un arrivo mitico su una leggenda del Tour, sarà un momento chiave“.

Non si esprime sulla sua partecipazione Adam Yates, che in questo 2016 ha sfiorato il podio chiudendo al quarto posto. “Il Tour è una corsa speciale e mi piacerebbe tornare, ma non essenzialmente il prossimo anno perché sono ancora molto giovane”, assicura il britannico, che lascia piuttosto aperta la porta al Giro d’Italia.


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