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Trek-Segafredo, patron Zanetti rimpiange Nibali e sogna Aru

Trek-Segafredo, patron Zanetti rimpiange Nibali e sogna Aru

Massimo Zanetti si confida ai media. Il patron Segafredo, entrato un anno fa nel ciclismo al fianco della Trek, è entusiasta del suo primo anno nel ciclismo che conta e rivela alla Gazzetta dello Sport le sensazioni sulla sua avventura.

La scelta di entrare in campo è stata dettata dal mantenimento di una promessa fatta a Nani Pinarello, che gli regalò la sua prima bicicletta in tenere età. Da allora, il ciclismo fu una “scoperta incredibile” e una passione che anno dopo anno è cresciuta fino a sfociare nell’intervento diretto in questo settore.

Sfatando il tabù secondo il quale le grandi aziende non avrebbero reali benefici finanziari dall’investimento in questo sport, Zanetti afferma che il ritorno economico è “inaspettato“, dunque vale la pena proseguire nell’impegno di sostenere una squadra di primissimo livello.

Quanto alle scelte di mercato, il presidente di una delle grandi multinazionali italiane del caffè si sofferma sui due grandi nomi che il ciclismo italiano dispone per le corse a tappe. Il primo è Vincenzo Nibali, che dopo l’ormai certo abbandono dell’Astana era stato più volte accostato al team diretto in ammiraglia da Luca Guercilena. Zanetti non nasconde di aver creduto che lo Squalo potesse davvero arrivare, soprattutto in virtù del fatto che era pronto un bel progetto attorno lui e parla di “rimpiantoper il mancato approdo.

Ma la consolazione è stata di poter abbracciare un talento del calibro di Alberto Contador che, pur sul finire di carriera, può ancora regalare tanto spettacolo agli appassionati: “Appartiene alla categoria dei campioni alla Senna – sono le sue parole – Come Senna, Contador è una persona modesta, i veri campioni sono così“.

Per il futuro, invece, il nome che circola è quello di Fabio Aru, il cui contratto con la Astana scade proprio al termine della prossima stagione. “Vorrei che fosse il dopo ­Contador“, si augura, auspicando esplicitamente che il sardo possa coronare gli anni più belli della sua carriera proprio al cospetto di una squadra legata ad un marchio storico come quello di Segafredo.

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