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FCI, il bilancio del Presidente Di Rocco: “Ciclismo azzurro scuola di riferimento”

FCI, il bilancio del Presidente Di Rocco: “Ciclismo azzurro scuola di riferimento”

L’anno volge al termine e, come sempre accade, è tempo di bilanci. Nel ciclismo ci pensa il Presidente federale Renato Di Rocco a tracciarne uno assolutamente soddisfacente.

Giunto alla fine del suo terzo mandato – ma è già candidato per un’ulteriore riconferma nelle elezioni di metà gennaio – il numero uno del movimento ciclistico azzurro giudica davvero positiva un’annata che ha visto i nostri portacolori trionfare in tante specialità, dalla strada alla pista, con risultati lusinghieri.

Parla di “anno unico” perché portatore di prestazioni di qualità, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalla medaglia d’oro di Elia Viviani nell’omnium alle Olimpiadi di Rio. Al tempo stesso l’unico dispiacere è rappresentato dalla caduta che ha privato Vincenzo Nibali di un alloro olimpico nella stessa circostanza (ovviamente nella prova su strada).

Anche il futuro sarà roseo secondo Di Rocco, dal momento che l’Italia potrà contare su giovani talenti del calibro di Filippo Ganna, che a 20 anni vanta già un titolo iridato nell’inseguimento e si appresta al passaggio tra i professionisti (nelle file dell’UAE Abu Dhabi) con grandi ambizioni. A tal proposito osserva come, secondo lui, il ciclismo italiano continui ad essere la “scuola di riferimento” nel mondo perché in grado di esportare corridori, staff e tecnici apprezzati ovunque.

Certo, la mancanza di una squadra italiana nel WorldTour 2017 per la prima volta dal momento della sua creazione (2005) non può essere un bene ed è proprio ciò su cui bisognerà lavorare in futuro e su cui gli avversari di Di Rocco alla Presidenza punteranno per scardinare il suo potere.

Orgoglip anche delle nuove infrastrutture che stanno per sorgere. Il riferimento è al Velodromo di Treviso i cui lavori di costruzione stanno per iniziare: in questo modo l’Italia avrà un secondo impianto al coperto accanto a quello di Montichiari, ma a differenza di quello bresciano costituirà un polo di attrazione ancor più importante perché in grado di ospitare grandi eventi del panorama internazionale, compresi i Campionati Mondiali.

Poi un’osservazione sul Giro d’Italia 2017, il Giro 100: sarà una “grande festa popolare e sportiva“, afferma, dal momento che permetterà di valorizzare le bellezze nostrane nel mondo e può essere considerato l’evento che, più di ogni altro, “identifica la storia d’Italia“.


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