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Italvolley, che 2016 è stato? Il bilancio delle azzurre: le ceneri di Rio, da lì ripartire
Italvolley femminile Grand Prix 2016

Italvolley, che 2016 è stato? Il bilancio delle azzurre: le ceneri di Rio, da lì ripartire

Bilancio 2016 tutto diverso per l’ Italvolley femminile: dopo aver ottenuto il pass per Rio 2016 fra mille difficoltà, le azzurre di Bonitta si sono liquefatte. Ora c’è Mazzanti…

LA FASE PREOLIMPICA THRILLER. La qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016 è arrivato con grande fatica, passando dalle montagne russe del torneo di Ankara: il match point annullato al Belgio quando eravamo a un solo punto dall’eliminazione, la rocambolesca finalina vinta al tie-break contro la Turchia, poi il torneo preolimpico mondiale. Un attacco continuo alle coronarie degli appassionati del volley azzurro, che hanno dato sempre il loro sostegno a un gruppo capitanato dall’immensa Antonella Del Core e dalla sempiterna Francesca Piccinini (esclusa eccellente poi per il volo verso Rio) e che hanno potuto rivedere in azzurro anche la grandissima Leo Lo Bianco.

UN’OLIMPIADE INCONSISTENTE. Al Maracanazinho però l’ Italvolley allenata da Marco Bonitta ha collezionato solo figuracce: certo il girone era praticamente proibitivo, visto che le nostre portacolori se la sono vista contro Paesi Bassi, Olanda, Serbia e Cina, le 4 corazzate che poi si sono divise i primi 4 posti. Però ci si aspettava qualcosa in più dal gruppo azzurro, mixato fra l’esperienza delle grandi Del Core e Leo Bianco (e sorelle Bosetti) e lo sprint delle giovani Egonu e Orro, Chirichella e Danesi, De Gennaro e Sylla.

Invece la spedizione iridata si è risolta in un colossale fiasco: cominciato se si vuole con le esclusioni eccellenti di Piccinini e soprattutto Diouf, con relativa polemica annessa con Bonitta.

CICLO BONITTA CHIUSO A DOPPIA MANDATA. Dal ritorno del commissario tecnico di Ravenna, dopo che fu cacciato nel 2006 dalle stesse giocatrici che avevano vinto con lui il mondiale 2002, l’unico in azzurro, di fatto la nazionale non ha trovato la crescita che si riprometteva. Zero titoli e un rinnovamento incompiuto nonostante la ricetta che l’ormai ex c.t. aveva intenzione di portare in terra brasiliana.

ORA SI APRE UN’ALTRA PARENTESI. Ora occorre fare una cosa sola: ripartire. La Fipav ha scelto il nome del successore del tecnico dimissionario: dopo l’incarico ad interim dato a Cristiano Lucchi, il timone dell’ Italvolley femminile è passato nelle mani di Davide Mazzanti, già vincitore degli ultimi due scudetti della nostra Serie A1 (nel 2015 con Casalmaggiore, nel 2016 con le Pantere) a dispetto della giovane età.

GLI OBIETTIVI NEL BREVE E NEL LUNGO PERIODO. La sua Italvolley si prospetta giovane dunque già dalla panchina, oltreché nello spirito e in campo. L’obiettivo dichiarato sono le Olimpiadi di Tokyo 2020 dove ci dovremmo presentare con una squadra di elevata qualità e con eccellenti individualità che dovranno riscattare la deludente spedizione di Rio.

Prima però ci sono altri due obiettivi per il 2017: in primis strappare il pass per i Mondiali 2018, con la trasferta in Belgio in casa di Van Hecke e compagne nient’affatto da trascurare. Poi ci sono gli Europei in Georgia e Azerbaijan: un tabellone favorevole potrebbe farci fare molta strada. Di lì in poi si potrà gettare lo sguardo verso Tokyo 2020.


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