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Australian Open 2017: Murray fuori, Federer ai quarti, Seppi Ko con onore

Australian Open 2017: Murray fuori, Federer ai quarti, Seppi Ko con onore

Succede di tutto nella prima delle due giornate dedicate agli ottavi di finale degli Australian Open 2017, primo Slam della stagione di scena sul cemento di Melbourne: esce di scena Andy Murray, Roger Federer avanza ai quarti, Andreas Seppi cede con onore a Stan Wawrinka.

Fuori Andy Murray. Dopo Djokovic, tocca anche al numero uno al mondo lasciare il Major Down Under. A mettere in ginocchio lo scozzese è Misha Zverev, trentenne tedesco, fratello maggiore di quell’Alexander destinato a diventare un grande del circuito da qui a breve. La partita finisce in quattro set terminati con il punteggio di  75 57 62 64 e così per il ventinovenne di Dunblane niente possibilità di centrare la sua prima vittoria in Australian dopo cinque finali perse.

Era dal Roland Garros 2004 che i primi due tennisti del ranking atp non uscivano così presto in una prova Slam: allora toccò a Federer e Roddick, oggi a Djokovic e Murray. Quest’ultimo, inoltre, non perdeva da dieci anni contro un avversario dalla classifica così bassa (Zverev è attualmente numero 50) e dal 2009 non centrava il traguardo dei migliori otto in questo torneo.

E quale sarà il prossimo avversario di Misha Zverev? Sarà Roger Federer, che in un match delicato contro Kei Nishikori riesce ad avere la meglio al quinto set per 67(4) 64 61 46 63, diventando il più anziano dai tempi di Artur Ashe (1978) a centrare la top 8 in questo Slam. Dopo l’ostacolo Berdych, battuto in men che non si dica, ecco che risulta ben superato anche il non semplice scoglio nipponico, numero cinque del ranking, che lascia all’elvetico uno spiraglio verso qualcosa di importante. Ma a 35 anni, e soprattutto dopo sei mesi lontano dall’attività agonistica, è preferibile fare un passo alla volta.

Accede ai quarti di finale anche l’altro svizzero, Stanislas Wawrinka, che pone fine all’avventura dell’unico italiano rimasto, Andreas Seppi, arresosi dopo tre ore lottate e dopo tre set sempre conclusi al tie break. Vittoria del più forte, certo, ma l’altoatesino può essere ben contento della sua prova e di non essere riuscito a sfigurare contro un avversario di tale portata, che tra l’altro ha già trionfato gli Australian Open nel 2014.

Ultimo a passare il turno è Jo-Wilfried Tsonga, finalista nel 2008 e stavolta vincitore sul britannico Daniel Evans per 67(4) 62 64 64.


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