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Wild card Giro 100: Gianni Savio squadra mista Androni-Nippo, Vegni chiude la porta

Wild card Giro 100: Gianni Savio squadra mista Androni-Nippo, Vegni chiude la porta

Le polemiche per l’assegnazione delle wild card del Giro 100 non accennano a placarsi. Ad oltre una settimana dalla decisione di Rcs Sport di assegnare i quattro inviti a Bardiani-Csf, Wilier Triestina-Selle Italia, CCC Sprandi e Gazprom-RusVelo, le due grandi escluse, Nippo-Vini Fantini e Androni Giocattoli-Sidermec, continuano la loro battaglia per  prendere parte ad un’edizione tanto speciale della Corsa Rosa, la numero 100 appunto.

Dopo gli appelli giunti da più parti, dopo l’accorato sostegno da parte di migliaia di tifosi e dopo che perfino alcuni parlamentari si sono mossi per sostenere la causa delle due compagini Professional escluse, ecco che interviene un diretto interessato. È Gianni Savio, general manager della Androni-Sidermec, che annuncia di aver già presentato a RCS Sport, Federciclismo e Lega del Ciclismo Professionistico una proposta per porre riparo allo smacco subito.

Ciò che l’esperto manager torinese lancia è una squadra composta da otto corridori, con quattro rappresentanti ciascuno provenienti dalle due formazioni escluse. Una squadra mista, dunque: con soli otto atleti in più si passerebbe da 198 a 206 partecipanti, un incremento influente secondo l’avanzatore dell’idea. Già nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, l’Uci accettò una deroga in merito alle squadre partecipanti, per cui anche in quest’occasione, secondo Savio, non dovrebbe esserci alcun motivo per non fare altrettanto.

“Confidiamo nella sensibilità etica e sportiva delle Istituzioni”, recita il comunicato ufficiale emesso, in cui si fa riferimento al “momento drammatico” che il ciclismo italiano sta affrontando, con l’uscita di scena della Lampre, con nessuna italiana presente nel WorldTour e con quattro rappresentanti azzurre tra le Professional. “Se, come annunciato, gli sponsor delle due escluse – Androni e Fantini – lasceranno il Ciclismo, crediamo non sia esagerato pronosticare che l’intero movimento professionistico italiano rischi la sopravvivenza”, conclude la nota.

Non si fa attendere la risposta del direttore Rcs Mauro Vegni che, interpellato da cyclingnews, esclude ogni possibilità di ripensamento perché le scelte sono state fatte e non ci sarà modo di cambiare idea.


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