ULTIME NEWS
Home > Coppe Europee > Champions League > Champions, all’Etihad c’è il circo del gol: City-Monaco è un pazzesco 5-3!
Champions, all’Etihad c’è il circo del gol: City-Monaco è un pazzesco 5-3!
Manchester City, Champions. Eurosport

Champions, all’Etihad c’è il circo del gol: City-Monaco è un pazzesco 5-3!

Champions, cose turche… argentine e colombiane all’Etihad di Manchester: City-Monaco è un autentico spot per il calcio e finisce 5-3! Doppiette per Aguero e Falcao.

Spettacolo, errori, gol, emozioni: cosa non succede all’Etihad? Ne esce fuori una partita spumeggiante, sicuramente la pubblicità migliore per il calcio europeo nel resto del mondo. Il City di Guardiola ne esce fuori trionfante dopo aver visto a lungo le streghe e dimostra di essere vivo almeno in Europa; tanti rimpianti invece per il bellissimo Monaco tutto a l’attaque di Bruno Jardim, che dopo 70’ di poesia si squaglia e vede svanire una vittoria che gli avrebbe aperto orizzonti sconfinati in questa Champions

Il Monaco è aggressivo fin dall’inizio e va a prendere alto il City, che non rinuncia mai ad iniziare l’azione dalla difesa e palla a terra, come da copione, lasciando ai monegaschi gli spazi in cui infilarsi nelle ripartenze devastanti.

Il primo vero grande pericolo lo produce il Monaco, con Bernardo Silva che conclude la gimcana tra i difensori del City, con annesso tunnel a Yaya, e lancia Mbappè, che viene murato all’ultimo da Otamendi. Al 18’ Caballero risponde presente sul sinistro in corsa di Mendy, lanciato neanche a dirlo da Mbappè, mattatore della prima frazione (all’esordio dal primo minuto in Champions, a 18 anni appena compiuti…). Al 20’ dopo un corner in maniera un po’ fortunosa si ritrova sulla testa il pallone del vantaggio ma non riesce a girarlo in porta.

Al 24’ c’è il primo squillo del City, con un cross di prima di De Bruyne che vede Aguero mancare incredibilmente la deviazione di un niente madornale. Due minuti dopo, il vantaggio del City: segna Sterling, ma il merito è tutto da ascrivere al tedesco Leroy Sanè che sguscia via alla difesa francese e dal fondo infila dentro un radente che Sterling deve solo appoggiare in rete.

Il Monaco però ci mette poco a pareggiare: al 28’ errore di Caballero in impostazione, cross di Fabinho e tuffo di testa perfetto del Tigre, per lui 22esimo gol in 28 partite stagionali. Al 35’ il dilemma: Agüero viene ammonito per simulazione, ma sul contatto con Subasic sembra esserci rigore, un abbaglio siderale di Mateu Lahoz che manda su tutte le furie il connazionale Pep Guardiola.

E così al 40’ l’Etihad ammutolisce davanti alla prodezza del classe 98’ Mbappè: il talentino francese brucia Otamendi e tira un siluro che fa il contropelo al (già pelato) Caballero, destro terrificante sotto la traversa e meritato 1-2 Monaco.

In apertura di ripresa, il Monaco sbaglia il match-point: Otamendi stende Falcao e per Lahoz è rigore, lo stesso Falcao si fa però ipnotizzare da Caballero. Il City ritrova vigore e anche il pareggio: al 58′ Subasic si lascia passare sotto le mani il destro non irresistibile di Agüero, è 2-2 e 1-1 nel confronto personale fra bomber di questa pazza serata all’Etihad.

Monaco finalmente domato? Manco per sogno. Al 61’ Falcao ribadisce a tutti perché in patria e non solo lo chiamino El Tigre: il colombiano si sbarazza del disattento Stones e da centro area fa partire un pallonetto fenomenale che batte di nuovo Caballero. E sono 23 in 29 partite: Falcao torna a graffiare.

Sembra il colpo definitivo, invece il City si rianima una volta per tutte e decide di smetterla una volta per tutte e di provare a prendersi la qualificazione ai quarti di Champions senza più problemi. Il Kun Aguero suona la carica al 71’ approfittando della marcatura debole di Sidibè e girando al volo un calcio d’angolo; al 77’ su corner stavolta proveniente da sinistra Stones si fa perdonare l’erroraccio di prima e in mischia fa 4-3; all’82’ arriva l’allungo buono con Sanè, che raccoglie l’assist del Kun e fa 5-3.

Alla mostra-mercato del gol dell’Etihad Stadium ce n’è per tutti i gusti: rivedere per credere.


Loading...

About Alessandro Liburdi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*