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Serie A, 29ª giornata: Milan-Genoa 1-0, basta Mati per sognare ancora l’Europa
Mati Fernandez, Milan Serie A. Twitter

Serie A, 29ª giornata: Milan-Genoa 1-0, basta Mati per sognare ancora l’Europa

Diavolo, l’Europa ti è più vicina: Milan-Genoa finisce 1-0 e i rossoneri, col gol di Mati, approfittano subito del passo falso dell’Inter andando a -2.

Vittoria di fondamentale importanza per il Milan di Montella, che forse non brilla e non è scintillante ma si rialza subito dopo lo scivolone molto polemico contro la Juve ed è ancora lì a lottare per l’Europa che conta: Inter avvicinata di 2 punti e obiettivo che è di nuovo raggiungibile.

Tanti ex in campo da una parte e dall’altra: da una parte c’è l’ex rossonero Taarabt, il primo a mettersi in mostra nel suo vecchio San Siro tastando i guantoni di Donnarumma che al 10’ risponde presente; dall’altra ci sono Bertolacci, che però finisce k.o. per infortunio dopo neppure due minuti, e Ocampos, il cui diagonale batterebbe pure Lamanna se non fosse per il salvataggio sulla linea di Izzo.

Il Genoa non si vede più dalle parti dell’area rossonera. Dopo un’accelerata di Deulofeu sale in cattedra Mati Fernandez, già pupillo di Montella all’epoca della Fiorentina. Il cileno ci prova due volte, prima su punizione poi su azione, ma poi al 33’ trova il pertugio giusto e beffa Lamanna con un morbido tocco sotto per il suo primo gol in rossonero, ricambiando così la cortesia al tecnico che subito l’ha rilanciato dopo il lungo infortunio.

I rossoblù liguri dimostrano di avere poco mordente anche all’inizio della ripresa, quando è invece il Milan a tentare più volte la via del gol per mettersi al sicuro il risultato. La partita si gioca prevalentemente nella trequarti genoana. Un’occasione, spuntata, per Lapadula; qualche altra fiammata di Deulofeu più un’occasione, non concretizzata da De Sciglio, “l’uomo del braccio” 8 giorni fa in quel di Torino per la partita più velenosa dell’anno sulla sponda rossonera.

All’ombra del Duomo, però, c’è di nuovo una Milano che sorride: quella che tifa Diavolo, e che all’Europa ci spera ancora.


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