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Serie A, 30ª giornata: Inter-Sampdoria 1-2, addio Champions per i nerazzurri
Quagliarella Inter-Sampdoria, Serie A. marcacom

Serie A, 30ª giornata: Inter-Sampdoria 1-2, addio Champions per i nerazzurri

Incubi a San Siro: il posticipo di Serie A Inter-Sampdoria procura una nottataccia alla squadra di Pioli, sconfitta in rimonta dalla sontuosa Samp; Adios Champions.

I nerazzurri si fanno rimontare dai blucerchiati: rete di D’Ambrosio nel primo tempo, ma nel secondo Schick e Quagliarella su rigore firmano il colpaccio che proietta la Sampdoria nell’Olimpo del calcio, bissando così l’altro clamoroso successo stagionale al Meazza, conseguito a inizio febbraio sul Milan anche lì di misura.

I nerazzurri dal canto loro restano sesti, ma a -9 dal Napoli e a +1 sul Milan: se prima di stasera bisogna vincere per tenere aperta la porta per la Champions, dopo 90’ non solo la porta rimane sbarrata con tutti i lucchetti ma si fanno più remote anche le possibilità di approdare in Europa League, visto che lì davanti Lazio e Atalanta (+5 e +3) continuano a marciare ad alta velocità. Un ritmo che questa Inter non sa sostenere perché le sembra forsennato.

Ha solo di che mangiarsi e rimangiarsi le mani, la squadra di Pioli, per via di un secondo tempo mandato in cenere dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio. L’approccio infatti è di quelli giusti e confortanti: Banega viene murato da Viviano con Candreva che mette fuori sulla respinta.

Jacopo Sala si deve arrendere per un problema fisico ed entra Bereszyński. Quagliarella, che qui a San Siro sa segnare solo gol belli e pesanti, si gira e calcia improvvisamente dalla distanza: palo esterno. L’Inter risponde con una torsione di testa di Icardi, su cross di Candreva, ma la sfera finisce fuori. Al 35’ l’Inter passa: corner calciato corto, cross di Banega e al volo D’Ambrosio trova una carambola tra Bereszyński e Perisic; la palla sbatte sul piede del polacco e Viviano non può farci nulla. Per il terzino ex Torino è il secondo gol in questa Serie A.

La Sampdoria però è una bestia non facilmente domabile e prima dell’intervallo fa spaventare il Meazza: rinvio così così di Medel che Bruno Fernandes riscaglia indietro verso la porta di Handanovic, palo pieno con palla che carambola su Schick che non è abbastanza lesto e non inquadra la porta.

Nella ripresa l’Inter rientra in campo senza Gagliardini, frenato da una distorsione, al suo posto entra Kondogbia. L’assenza del mediano ex atalantino però si rivela una falla troppo grossa da rappezzare. I nerazzurri calano bruscamente, complice un Brozovic inguardabile già nel primo tempo e ancor più disastroso nella ripresa.

C’è di più: al 51’ la Sampdoria trova pure il meritato pari: Silvestre con un colpo di testa supera Handanovic, Schick con i tacchetti devia e si prende il gol (ma parte in posizione irregolare: gol dunque viziato da fuorigioco). Alla seconda alla Scala del Calcio, per di più contro una squadra che lo desidera fortemente, l’attaccante ceco si mette di nuovo in mostra: visto il gol, e la prestazione maiuscola, l’Inter farebbe bene a prenderlo.

L’Inter prova a raddrizzarla più con l’istinto che con la ragione. Candreva crossa ma il colpo di testa di Perisic viene respinto da Viviano. Sul ribaltamento Quagliarella impegna Handanovic con un rasoterra. Eder impegna ancora Viviano mentre Candreva supera anche il portiere e dà un pallone solo da spingere in rete a Icardi: a porta vuota l’argentino sbaglia.

Se la serata è storta non c’è verso di rimetterla a posto. Vedere per credere quello che succede a 5’ dalla fine: con l’Inter sbilanciata tutta in avanti, Quagliarella e Alvarez indovinano la ripartenza giusta e servono Torreira, che si guadagna una punizione golosissima sull’intervento di Medel. Lo stesso ex interista Ricky Alvarez va sul pallone e calcia: Brozovic è di un’ingenuità cosmica e allarga il braccio proprio davanti all’arbitro, che decreta il rigore e ammonisce il croato. Quagliarella ringrazia e fissa l’1-2 dagli undici metri. San Siro si spazientisce per un’altra notte di rabbia e dolori. L’Inter dice tanti saluti alla Champions.


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