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La Leonessa ruggisce ancora: Schiavone conquista Bogotà a 37 anni!

La Leonessa ruggisce ancora: Schiavone conquista Bogotà a 37 anni!

Semplicemente unica Francesca Schiavone. La Leonessa milanese a 37 anni non molla e continua a togliersi delle soddisfazioni: sulla terra rossa di Bogotà, torneo WTA International, arriva il titolo numero otto in carriera.

È il Claro Open Colsanitas della città colombiana il nuovo appuntamento che sorride alla grintosa tennista lombarda: scesa al numero 168 del ranking mondiale e in tabellone grazie ad una wild card, Schiavone batte una ad una tutte le avversarie, fino a piegare all’ultimo atto per 64 75 la spagnola Lara Arruabarrena, che nella classifica wta la precede di cento posizioni.

Ma le graduatorie contano relativamente quando scende in campo lei, la prima giocatrice italiana capace di conquistare uno Slam, il Roland Garros 2010. E proprio grazie ai punti guadagnati in questo piccolo evento sudamericano guadagna quei punti indispensabili per ritornare nell’orbita della posizione numero 100, essenziale per prendere parte al main draw del suo torneo preferito, il French Open appunto.

Si tratta della terza vittoria italiana a Bogotà dopo quelle di Flavia Pennetta nel 2005 e di Roberta Vinci nel 2007. Ed è il successo numero 72 per l’Italia dalla creazione del circuito WTA: il primo porta la firma di Sabina Simmonds nel 1982 a Bakerfield, mentre questo di Bogotà è il primo italiano nell’anno in corso.

Che match è stato quello di finale che ha permesso all’azzurra di portare a casa il trofeo? “Bruttissimo”, non esita a definirlo la Schavone, che si ritiene fortunata di aver vinto i primi quattro giochi in un primo parziale in cui la sua avversaria “ha giocato male”. Ora che va meglio di tante sue connazionali, che si fa, si ripensa al ritiro annunciato a fine stagione? “No, non credo”, taglia corto la Schiavone, che in attesa della premiazione va a sedersi accanto alla sua avversaria in lacrime per consolarla e apostrofa: “Lara lavora duramente e prima o poi il lavoro duro paga, io lo so”.

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