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Inter, Luciano Spalletti promette: riporterò in alto i nerazzurri. Le sue prime parole da interista
Spalletti nuovo allenatore Inter. Twitter

Inter, Luciano Spalletti promette: riporterò in alto i nerazzurri. Le sue prime parole da interista

L’Inter ha presentato ufficialmente il nuovo allenatore, Luciano Spalletti: il tecnico toscano ha le idee chiare, i nerazzurri torneranno nella storia.

L’ormai ex tecnico giallorosso ha cominciato a svelare i meccanismi di quella che sarà la sua Inter, un’Inter finalmente ripulita da tutte le scorie passate e pronta a tornare credibile sul palcoscenico italiano.

Spalletti sa quali sono i mezzi a disposizione della sua nuova squadra: «Dobbiamo avere tutte le qualità delle componenti di cui disponiamo. Dobbiamo essere squadra. Ho pensato a un 4-2-3-1, ma dobbiamo essere pronti a fare altre cose. L’Inter deve acquisire la costanza di un risultato permanente, non occasionale. Guarderemo la rosa a fine agosto per permettere ai giocatori di esprimersi al meglio. La prima cosa che guardo è l’atteggiamento della linea difensiva avversaria. Fondamentale la curiosità di andare a vedere dietro la linea difensiva. Fondamentale sarà riconoscere certi concetti, sapere di avere una squadra che sa dove vogliamo andare. Così facendo anche i più bravi si faranno da parte al nostro cospetto. Se non saremo così forti, saremo noi a scansarci perché ci passeranno dentro».

Si sa, dopo il Triplete l’Inter ha imboccato un sentiero praticamente senza uscite, con una decina di allenatori cambiati e cento problemi emersi per le colpe di giocatori, tecnici e dirigenze varie. Spalletti non si nasconde, ma promette il suo massimo impegno per risollevare le sorti nerazzurre: «Chiederò ai calciatori di fidarsi di me, sarò al loro fianco al 110%, qualunque cosa accada, nelle possibilità del tempo, 24 ore al fianco della squadra. Sembrerebbe azzardato avere la soluzione immediatamente. Dobbiamo riportare l’Inter dentro la sua storia».

Ovviamente l’obiettivo è avvicinare il più possibile la Juventus, assoluta dominatrice degli ultimi campionati: «Bisogna fare i complimenti a Massimiliano Allegri. Quando si hanno giocatori forti si pensa che sia facile. Vincere è difficilissimo. Facile è avere giocatori deboli e non vincere nulla. Dobbiamo rispettare la Juve, ma non deve essere confuso con il timore. Non abbiamo timore di giocare contro di loro, non inciamperemo sull’ultimo gradino della scaletta quando entreremo in campo».

Spalletti non può non fare riferimento all’imminente calciomercato, e lo fa con la sottile ed elegante ironia della sua essenza toscana: «Vogliamo creare una squadra più forte, anche se non sarà facile perché gli acquisti non vanno sbagliati. Stiamo lavorando, sentiamo l’umore di chi è già all’Inter. Non esistono obiettivi individuali senza obiettivi comuni. Dentro la partita ci vanno mesi i chilometri, i palloni recuperati, i contrasti vinti, i colpi di testa, eccetera. La squadra deve conoscere il peso della maglia nerazzurra, gli si racconterà anche di come sono fatte le righe e se è cotone o seta».

Infine un riferimento rapido alla sua esperienza romanista appena conclusa: «Ero su un aereo l’altro giorno e una signora mi ha detto: ‘Ma chi te l’ha fatto fare?’. Per me non è così invece. L’esperienza di Roma la porterò sempre dentro di me. Ho costruito un modo di vivere la Roma anche grazie a chi stava dietro le quinte. Bisogna capire quelle persone lì, saranno loro che ci insegneranno la strada da seguire. Alleno per creare i presupposti per sbagliare di meno nella scelta della formazione. A Vecchi chiederò collaborazione, lui ha fatto discorsi concreti e sani quando è venuto qui in conferenza. Lui dovrà aspirare a prendermi il posto. Io dovrò essere più bravo di lui. Le coppe? Meglio giocare due partite a settimana così mantiene l’ottimale da ogni giocatore».


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