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Mondiali pallanuoto 2017, il bilancio del Settebello: il 6° posto brucia, ma c’è tanto da salvare

Mondiali pallanuoto 2017, il bilancio del Settebello: il 6° posto brucia, ma c’è tanto da salvare

Alla fine dei mondiali di pallanuoto 2017 fa il suo bilancio pure il Settebello: gramo 6° posto per i colossi d Sandro Campagna, ma il futuro c’è eccome.

Passare dal bronzo olimpico al sesto posto mondiale in meno di un anno non è certo cosa facile per chiunque, figuriamoci per il glorioso Settebello: la nazionale di pallanuoto maschile torna da Budapest con le cosiddette pive nel sacco, costretta ad accontentarsi di un 6° piazzamento bruciante per le modalità in cui si è confezionato.

Dapprima c’è stata la defezione causa morbillo di Marco Del Lungo, Alessandro Velotto e Valentino Gallo, appiedati alla vigilia. Un fatto questo che ha costretto il cittì Campagna a correre immediatamente ai ripari per cercare tre validi sostituti per tre giocatori che un anno fa a Rio 2016 erano stati grandi protagonisti.

L’arrivo dell’eterno capitan Tempesti, Fondelli e Mirarchi è stato ben assorbito a livello di morale dal gruppo, ma chiaramente aver lavorato con altri giocatori prima della partenza di Budapest ha inevitabilmente inficiato la buona riuscita della spedizione azzurra, che ha perduto di nuovo al cospetto delle due balcaniche Croazia e Montenegro come già avvenuto, con quest’ultima, a Belgrado 2016.

Il presente e il futuro a medio-lungo termine è comunque sempre roseo: da Figlioli a Gitto, da Di Fulvio ad Aicardi, da Bodegas a Nora agli stessi “forfait-tisti” sfortunati di Budapest fino a Nicholas Presciutti e Vincenzo Renzuto Iodice il Settebello ha tanta stoffa da vendere e tornerà sicuramente grande.

Facendo leva magari sull’innesto di qualche Under 23 e sull’arrivo ormai dato per imminente del mancino argentino di nascita in forza alla Pro Recco Gonzalo Oscar Echenique, che ha rinunciato alla nazionalità spagnola per giocare con la Nazionale italiana.

Con tutte queste frecce al suo arco, Sandro Campagna può cominciare a scagliare dardi verso le sfide del futuro. È vero che a Budapest, secondo quanto detto dallo stesso commissario tecnico, «l’Italia ha fatto un passo indietro rispetto al quarto di Kazan, ma paradossalmente il gap con le big si è ridotto». D’altronde, la pallanuoto azzurra ha una tradizione talmente grande che è impossibile pensarla ancora fuori dal podio di un grande torneo nei prossimi anni.


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