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Supercoppa Italiana, il giorno dopo: quanti dubbi, la nuova Juve…
13.08.2017 - Roma - Supercoppa Italiana - Juventus-Lazio nella foto: la delusione di Juan Cuadrado

Supercoppa Italiana, il giorno dopo: quanti dubbi, la nuova Juve…

Il giorno dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana – la seconda di fila – la Juve si lecca le ferite: bene solo il dies Dybala e Douglas Costa, difesa inguardabile. E De Sciglio…

Sarà un’annata difficile, per la Vecchia Signora: tutti si aspettano e i tifosi pretendono che vinca ancora tutto in Italia per il settimo anno di fila. Eppure la Supercoppa Italiana svanita all’ultimo respiro contro la Lazio – come già avvenuto nell’edizione 2016, ai rigori contro il Milan a Doha – fa suonare più di un campanello d’allarme alle orecchie di Massimiliano Allegri.

Due sono gli elementi che dovrebbero far preoccupare il tecnico bianconero. Innanzitutto il lato mentale: la sua Juve, nonostante le gambe non frullino ancora bene – una peculiarità di tutte le squadre allegriane, nella parte iniziale della stagione – è ancora spaesata a livello psicologico, e nell’uscita all’Olimpico contro i biancocelesti ha palesato anche tanto nervosismo. L’episodio del calcetto di Pjanic a Immobile ne è l’esempio. Al momento la Juve sembra essere rimasta con gli occhi e con la mente alla maledetta finale di Cardiff: scorie che ci sono ancora ma che dovranno presto svanire per evitare guai.

In secundis c’è la tenuta della difesa: la Signora continua a prendere con tanta, troppa facilità. La partenza di Bonucci è di quelle talmente ingombranti da non poter essere tappata con l’utilizzo di un Benatia qualsiasi (marocchino fra i peggiori in campo ieri). Non solo: gli anni cominciano a farsi sentire anche per i vari Buffon, Barzagli e Chiellini. Bisognerà inventarsi qualcosa anche nel pacchetto arretrato per risorgere. Anche perché le alternative non sembrano granché: vedi De Sciglio, subentrato subito dopo il 2-0 laziale e ridicolizzato da Jordan Lukaku nell’azione del 2-3.

La Juve ha perso la sfida però anche e soprattutto a centrocampo, con Pjanic e Khedira frequentemente sovrastati dagli omologhi biancocelesti. Magari con Marchisio, tra i più in forma in questo scorcio di calcio d’estate, si poteva fare meglio. Ma siamo al campo delle ipotesi: quelle che Allegri dovrà valutare a partire dal debutto in Serie A col Cagliari.

Attacco semplicemente non pervenuto: Cuadrado unico ad avere il pallone buono ma molto fumantino, Mandzukic con poca grinta, Higuain praticamente nullo. Gli unici del mazzo bianconero che si salvano sono solo il 10 e l’11. Paulo Dybala, assente per tutto il match, ha deciso di spolverare il sinistro al momento giusto inventandosi in 5’ una doppietta da urlo – strabiliante la punizione mancina del 2-1: sulla Joya insomma quella maglia lì, alla prima uscita col dieci, sta proprio bene. L’altro è Douglas Costa: subentrato al posto del colombiano, l’ex Bayern dà la vera scossa con cambi di passo, dribbling e diversi cross di sinistro. Tanta personalità che alla Juve 2017/18 dovrà servire a palate, per rialzarsi, dimenticare Cardiff una volta per tutte e tornare a vincere.


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