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US Open 2017: prima volta agli ottavi di Lorenzi, Fognini multato

US Open 2017: prima volta agli ottavi di Lorenzi, Fognini multato

Paolo Lorenzi raggiunge il punto più alto della sua carriera. Dopo anni di duro lavoro e sacrifici, il tennista senese, che a dicembre spegnerà le trentasei candeline, stacca il biglietto per gli ottavi di finale degli US Open 2017, ultimo Slam della stagione di scena sul cemento di New York.

Dopo le belle vittorie sul portoghese Joao Sousa e sul lussemburghese Gilles Muller, è derby tricolore al terzo turno: Lorenzi è opposto a Thomas Fabbiano, sul quale ha la meglio in poco più di due ore con il punteggio di 62 64 64. Anche lo sconfitto ha di che gioire: a sua volta non si era mai spinto così avanti in un Major. Il vincitore, invece, troverà al prossimo incontro il sudafricano Kevin Anderson, già capace di raggiungere i quarti nel 2015 in questo appuntamento: quest’ultimo ha vinto i tre precedenti contro l’italiano, il quale, dal canto suo, può contare su una forma fisica splendida anche su una superficie che non ama come quella dura.

Lorenzo è, di fatto, l’unico italiano rimasto in gara. Aveva lasciato anzitempo il torneo Fabio Fognini, protagonista di un bruttissimo match contro il connazionale Stefano Travaglia. Come si direbbe in certi casi, “cornuto e mazziato”: oltre a dover abbandonare gli States, il ligure dovrà pagare anche una multa di 24 mila dollari per insulti al giudice di linea Louise Engzell, offesa pesantemente nel corso del match giocato. Fogna non è nuovo a questi episodi, il quale a suo modo prova a difendersi: “Al giorno d’oggi siamo tutti moralisti”.

Intanto continuano a fioccare sorprese nel torneo, in particolare nella parte alta del tabellone, già povera di tutti i big: dopo Alexander Zverev esce anche Marin Cilic, il vincitore di due anni fa, sconfitto dall’argentino Diego Schwartzman. Continua la sua scalata verso l’alto anche il canadese Denis Shapovalov, che a soli diciotto anni vola agli ottavi (dopo essere passato dalle qualificazioni) dopo aver fatto fuori anche Jo-Wilfried Tsonga: è il più giovane ad entrare tra i migliori sedici a Flushing Meadows dai tempi di Michael Chang, che raggiunse gli ottavi nel 1989 a 17 anni.


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