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US Open 2017, trionfo a stelle e strisce: Stephens batte Keys

US Open 2017, trionfo a stelle e strisce: Stephens batte Keys

Nella festa a stelle e strisce trionfa Sloane Stephens: si conclude con il successo della ventiquattrenne ragazza del Kentucky lo US Open 2017, ultimo Slam della stagione di scena sul cemento di New York. Un Artur Ashee delle grandi occasioni ha applaudito le due beniamine di casa ed in particolare la vincitrice, che ha piegato la connazionale ed amica con un nettissimo 63 60 in un’ora e un minuto di gioco.

Ha toccato il punto più basso della sua carriera appena tre mesi fa, ora la gloria. Era una promessa del tennis mondiale, Sloane Stephens, finché una serie di infortuni fisici (compresa una frattura da stress fisico) l’hanno fatta precipitare a ridosso della posizione numero 1000 del ranking wta. Poi la velocissima risalita: cominciata la stagione del cemento nordamericano, ha conquistato dapprima le semifinali a Toronto e Cincinnati, poi la finalissima a New York, dove si è issata sopra tutte le avversarie.

Dai tempi di Jennifer Capriati (Australian Open 2002), quindi quindici anni fa, Stephens diventa la prima giocatrice statunitense a non chiamarsi Williams capace di conquistare un Major. Allo stesso tempo diventa la terza giocatrice dell’Era Open a vincere il titolo non partendo dalla top ten mondiale (prima di lei era toccato alla belga Kim Clijsters nel 2009 e all’italiana Flavia Pennetta nel 2015).

Inolte, è la quinta tennista non compresa tra le teste di serie capace di aggiudicarsi uno Slam dopo O’Neil (Australian Open 1979), Serena (Australian Open 2007), Clijsters (US Open 2009) e Ostapenko (Roland Garros 2017); infine, soltanto in un’occasione una giocatrice con una classifica peggiore era stata in grado di ottenere un risultato simile, vale a dir Chris O’Neil agli Australian Open del 1978 (#111 Wta).

Poco da dire sulla finale, chiaramente a senso unico. Da menzionare, invece, le parole dell’incredula vincitrice, che sul palco delle premiazioni ricorda come lo scorso 23 gennaio si era operata e mai avrebbe creduto che da lì a sette mesi sarebbe stata in grado di vincere gli US Open.


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