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CDM spada: uomini a mani vuote a Berna

CDM spada: uomini a mani vuote a Berna

Parallelamente al trionfo azzurro della sciabola femminile impegnata a Orleans (prima Rossella Gregorio, seconda Loreta Gulotta), c’è la spada maschile impegnata a Berna: sulle pedane svizzere la scherma italiana torna a casa a mani vuote tanto nell’individuale quanto nella prova a squadre.

Cominciamo dalla gara individuale, dove vanno tutti fuori agli ottavi di finale i portacolori azzurri Paolo Pizzo, Enrico Garozzo, Matteo Tagliariol e Marco Fichera. Il primo, laureatosi campione del mondo per la seconda volta in carriera a Lipsia 2017, dopo due vittorie, si inceppa contro l’ungherese Andras Peterdi, che si impone per 15-14 scongiurando la bella rimonta compiuta dal siciliano.

È l’ucraino Volodymyr Stankevych a mettere Ko con il punteggio di 14-13 Enrico Garozzo, mentre Tagliariol, campione olimpico a Pechino 2008 e costretto a partire quest’oggi dalla fase a gironi, viene piegato per 15-11 dall’atleta della Corea del Sud Sangyoung Park, poi vincitore della medaglia d’oro dopo aver vinto la finale sull’ucraino Nikishin per 15-8.  Fichera, infine, si arrende per 15-11 al russo Sergey Bida, Finisce nel turno precedente l’avventura di Lorenzo Buzzi e Andrea Santarelli, mentre viene fermato al primo turno Lorenzo Cimini.

Non regala soddisfazioni neppure la gara a squadre, dove il quartetto azzurro messo in piedi dal commissario tecnito Sandro Cuomo – Paolo Pizzo, Enrico Garozzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli – si ferma proprio ai piedi del podio, ottenendo un quarto posto che lascia l’amaro in bocca.

Al primo turno c’è il positivo debutto contro l’Estonia per 41-36, seguito dalla vittoria per 45-36 contro la Svizzera, artefice dell’eliminazione degli azzurri agli ultimi Mondiali di Lipsia 2017. In semifinale, però, arriva la sconfitta al cospetto della Russia per 35-31, seguita dall’altra contro il Giappone, al termine di una gara tiratissima, per 18-15 in occasione degli assalti validi per la medaglia di bronzo, poi conquistata dai nipponici.

Medaglia d’oro per la Corea del Sud davanti alla Russia e allo stesso Giappone.


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