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Bob Jungels sbanca alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018

Bob Jungels sbanca alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018

Dopo Sanremo, Fiandre e Roubaix, anche la Liegi-Bastogne-Liegi 2018 si conclude con un successo costruito da lontano: ad imporsi sul traguardo di Ans è Bob Jungels, che scatta sulla Roche au Faucons, viene lasciato indisturbato dai grandi attesi della vigilia e va a prendersi la quarta Classica-Monumento della stagione. Per la sua squadra, la Quick Step Floors, è l’ennesimo trionfo di un’annata già eccezionale.

L’ultimo atto della Campagna del Nord è rappresentato dalla Doyenne, giunta all’edizione numero 104. Sono le classiche cotes delle Ardenne i principali ostacoli lungo il percorso: se lungo il tratto di ritorno verso Liegi non sono previste grosse novità, è stata inserita un’ulteriore asperità nel tragitto di andata verso Bastogne. Venticinque le squadre al via per 175 corridori complessivi, tanti di loro si contendono la vittoria.

Alle 10.15 il via puntuale alla gara e, poco dopo, ecco la fuga, formata da Loïc Vliegen (BMC), Anthony Perez (Cofidis), Mark Christian e Casper Pedersen (Aqua Blue Sport), Florian Vachon (Fortuneo-Samsic), Jérôme Baugnies (Wanty-Groupe Gobert), Paul Ourselin (Direct Énergie), Mathias Van Gompel (Sport Vlaanderen-Baloise) e Antoine Warnier (WB Aqua Protect Veranclassic).

Se la prima parte di gara non riserva, come solitamente accade, particolari sorprese, è sulla strada del ritorno verso Liegi che il forcing del gruppo aumenta e il divario con i fuggitivi si riduce fino ad annullarsi. Una volta arrivati sulla storica Redoute, un tempo la salita simbolo della Decana, comincia la corsa vera. Ma se qui non c’è ancora nessuno che abbia voglia di provarci da lontano, sulla Roche au Faucons è Philippe Gilbert (Quick Step Floors) il primo ad allungare (invano), seguito dal suo compagno Bob Jungels, che conscio di avere meno occhi puntati addosso riesce a fare il vuoto cominciando la sua trionfante cronometro individuale lunga oltre venti chilometri.

Da questo momento è un continuo scattare da parte di uomini più o meno blasonati: la corsa esplode e si formano due gruppi, il primo dei quali composto da non più di venti elementi. Tra questi, non figura Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida), che approccia l’asperità nella pancia del gruppo e poi perde ulteriormente terreno. Sono i suoi compagni Enrico Gasparotto e Domenico Pozzovivo a tenere alto l’onore dell’Italia, oltre a Davide Formolo (Bora – Hansgrohe).

Ma sembra già troppo tardi: dietro procedono a ritmi molto irregolari e nessuno si cura realmente di Jungels, il cui vantaggio supera il mezzo minuto a dieci chilometri alla conclusione, per poi aumentare fino a 55″ una volta imboccata la Cote de Saint Nicolas. Ai meno diciassette testa la gamba Tim Wellens (Lotto Soudal) e, capendo la pericolosità dell’azione, chiudono subito il buco Julian Alaphilippe (Quick Step Floors) ed Alejandro Valverde (Movistar).

Più incisiva l’azione di Jelle Vanendert (Lotto Soudal), che cerca di recuperare l’irreparabile fuoriuscendo dal gruppo dei migliori: ne consegue che il vantaggio del lussemburghese crolla sensibilmente, ma ai meno duemila il margine da gestire è ancora consistente. Così, a nove anni dal trionfo del suo connazionale Andy Schleck, un rappresentante del piccolo Stato del Benelux torna ad imporsi alla Decana. Vittoria meritatissima per il due volte maglia bianca al Giro d’Italia, ennesimo capolavoro per la Quick Step Floors, che chiude la Campagna del Nord con le vittorie di Yves Lampaert alla Dwars Door Vlaanderen, di Niki Terpstra ad Harelbeke e al Fiandre e di Julian Alaphilippe alla Freccia Vallone. Una vera corazzata.

Dietro di lui vanno a completare il podio Michael Woods (EF Drapac) e Romain Bardet (Ag2R La Mondiale), seguiti da Julian Alaphilippe che esulta per la vittoria del suo compagno come se avesse vinto egli stesso. Quinto, sesto e settimo posto per i tre italiani: sono Pozzovivo, Gasparotto e Formolo. Buona la prova dei nostri, sebbene sia mancata l’arma principale, vale a dire Nibali. Niente aggancio a Mercks con le cinque affermazioni per Valverde, che rinuncia pure alla volata per cogliere inutili piazzamenti.

Ordine d’arrivo:
1 BOB JUNGELS (QUICK – STEP FLOORS) 6:24:44
2 MICHAEL WOODS (TEAM EF EDUCATION FIRST – DRAPAC P/B CANNONDALE) 0:00:37
3 ROMAIN BARDET (AG2R LA MONDIALE) 0:00:37
4 JULIAN ALAPHILIPPE (QUICK – STEP FLOORS) 0:00:39
5 DOMENICO POZZOVIVO (BAHRAIN – MERIDA) 0:00:39
6 ENRICO GASPAROTTO (BAHRAIN – MERIDA) 0:00:39
7 DAVIDE FORMOLO (BORA – HANSGROHE) 0:00:39
8 ROMAN KREUZIGER (MITCHELTON – SCOTT) 0:00:39
9 SERGIO LUIS HENAO MONTOYA (TEAM SKY) 0:00:39
10 JAKOB FUGLSANG (ASTANA PRO TEAM) 0:00:39
11 JELLE VANENDERT (LOTTO SOUDAL) 0:00:45
12 SAM OOMEN (TEAM SUNWEB) 0:00:48
13 ALEJANDRO VALVERDE (MOVISTAR TEAM) 0:00:51
14 JACK HAIG (MITCHELTON – SCOTT) 0:01:06
15 TOM DUMOULIN (TEAM SUNWEB) 0:01:24
16 TIM WELLENS (LOTTO SOUDAL) 0:01:44
17 JESUS HERRADA LOPEZ (COFIDIS, SOLUTIONS CREDITS) 0:02:08
18 DANIEL MARTIN (UAE TEAM EMIRATES) 0:02:41
19 MICHAEL VALGREN ANDERSEN (ASTANA PRO TEAM) 0:02:50
20 DYLAN TEUNS (BMC RACING TEAM) 0:02:53


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