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La Vuelta 2018 consacra Simon Yates, continua la dittatura britannica nei Grand Tours

La Vuelta 2018 consacra Simon Yates, continua la dittatura britannica nei Grand Tours

Tour 2017 Chris Froome, Vuelta 2017 Chris Froome, Giro 2018 Chris Froome, Tour 2018 Geraint Thomas, Vuelta 2018 Simon Yates. Cosa sottintendono tali numeri e cosa accomuna i tre citati interpreti del ciclismo mondiale? La Union Jack, che per cinque volte consecutive è sventolata al termine dei Grand Tours internazionali. È dominio incontrastato della Gran Bretagna da un anno e mezzo a questa parte, dunque, e se del Keniano Bianco e del suo luogotenente sentiamo già parlare da anni, ora ecco giungere la meritata consacrazione per il nome nuovo del movimento d’Oltremanica.

Ventiseienne nato a Bury, Simon Yates aveva accarezzato il sogno di vincere un Grand Tour quando al Giro d’Italia dello scorso maggio, con la rosa cucita addosso, aveva dovuto arrendersi di fronte alle enormi energie psico-fisiche spese dopo diciassette giorni di corsa dominata. Gli è servita quell’esperienza, pur drammatica in cuor suo visto l’infelice epilogo, così, ricaricate le pile nel corso dell’estate, al via della Vuelta a Espana 2018 si è presentato come uno dei grandi pretendenti a salire sul podio di Madrid. E non ha sbagliato nulla: niente attacchi fuori contesto, niente scatti scriteriati con la gola degli abbuoni o degli acuti parziali, bensì un minuzioso controllo degli sforzi che gli permette di rifilare più di un minuto e mezzo al secondo classificato al termine della kermesse.

Tutto ciò, senza disdegnare lo spettacolo: la sua tappa a Les Praeres l’ha comunque stravinta e fino alle vette di Andorra ha dimostrato di poter tenere sotto controllo ogni avversario, a partire da quelli che, assieme a lui, sono destinati a dominare la scena nel prossimo decennio, dall’appena ventitreenne spagnolo Enric Mas al colombiano Miguel Angel Lopez.

Sulle potenzialità dell’iberico non conosciamo i limiti, vista la giovane età, mentre sulle qualità del colombiano abbiamo le idee decisamente più chiare: soltanto dei certi Froome e Dumoulin sono riusciti a far meglio di lui in questa stagione salendo per due volte sul podio dei Grandi Giri. Lui, terzo in Italia, ha bissato lo stesso risultato in Spagna, dimostrando di essere una delle punte di diamante di quella fantastica generazione di Escarabajos che incute timore a tutti e che si presenterà tra pochi giorni a Innsbruck con l’intento di far saltare il banco.

Gran Bretagna, Spagna, Colombia: queste le nazioni rappresentate sul podio della Vuelta a Espana. Italia non pervenuta: dietro Vincenzo Nibali il movimento offre poco o nulla per quanto concerne le corse a tappe.


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