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Brasile: cresce la rivolta sociale a meno di 40 giorni dai Mondiali 2014

Brasile: cresce la rivolta sociale a meno di 40 giorni dai Mondiali 2014

Il Brasile, terra di calore e di belle donne, a un mese dal calcio d’inizio dei Mondiali 2014 vorrebbe far vedere al mondo le sue meraviglie, come ad esempio bambini che si preparano all’evento più importante dell’estate con il sorriso sulle labbra.

Purtroppo, la cerimonia d’inaugurazione all’Arena Corinthias di San Paolo, stadio in cui si giocherà altresì la sfida di esordio il 12 di giugno tra Brasile e Croazia, non è preannunciata nel migliore dei modi.

Infatti, al mondo il Brasile sta dando davvero una brutta immagine: ritardi su ritardi, morti per mancanza di sicurezza sul lavoro, e ancora manifestazioni, violenze e tensioni. Non va davvero bene, e anche la popolazione è esasperata per il prezzo elevato della vita.

Oltre a ciò, la quantità di denaro speso per l’evento è davvero notevole, e cadrà tutta sulle tasse che pagano i brasiliani onesti.

Brutta situazione davvero: per di più, le forze dell’ordine sono così attive al fine di evitare il peggio dei milioni di turisti che arriveranno tra un mese che ci si trovano agenti dappertutto, e il fatto non è buono, perché i manifestanti poi si ribellano.

A conferma del clima di disagio ci sono gli ultimi sondaggi, secondo cui solo il 52% dei brasiliani è contento di avere nel proprio paese, ed è un dato notevole, dal momento che a novembre la percentuale era del 79%.

Gli animi si stanno surriscaldando, e questo si è visto anche nelle ultime ore, vista la recentissima rivolta sociale che c’è stata nel Paese Sudamericano, e che ha turbato gli animi di molti tifosi.


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