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La storia del ciclismo professionale dall’ottocento a oggi

La storia del ciclismo professionale dall’ottocento a oggi

La bicicletta, inventata nel 1791, ha avuto una storia breve durante la quale ha cambiato molti nomi come celerifero, draisina, velocipede e con ogni evoluzione cambiava anche la complessità strutturale del mezzo. Nel giro di pochi decenni la bicicletta divenne estremamente amata e protagonista di corse e gare professionali, declinate in diverse discipline, in cui gli italiani hanno spiccato fin dalla vittoria al primo Tour de France.

Il ciclismo su strada

Questa variante del ciclismo è sicuramente la più amata e seguita in Italia, come prova la sua presenza sui numerosi siti di scommesse online elencati su Gallina Scommesse e il gran numero di tifosi che ogni anno si riunisce per le strade o si sintonizza su Rai Sport per seguire il Giro d’Italia. Le prime gare di ciclismo ebbero luogo quando la bicicletta come la conosciamo oggi ancora non esisteva: nel 1868 in Francia. A breve nacquero anche le prime associazioni come la Bycicle Union inglese e l’Unione Velocipedistica Italiana. Nel 1888 il veterinario Dunlop mise a punto la camera d’aria, invenzione che venne velocemente adottata dai corridori professionisti. Le corse divennero sempre più frequenti e iniziarono a essere aperte anche a ciclisti stranieri, culminando infine nel primo campionato mondiale nel 1921 in Danimarca e nel 1896 all’ingresso del ciclismo fra gli sport olimpionici. Il ciclismo su strada italiano ha visto la sua epoca d’oro nella prima metà del novecento, in cui campioni come Girardengo, Coppi e Bartali sgominavano le competizioni. Ancora oggi le gare più seguite sono quelle nate quasi cento anni fa come la Milano-Sanremo, il Giro di Lombardia, il Giro d’Italia e il Tour de France.

Altri tipi di ciclismo professionale

Il ciclismo su strada, come già detto, è quello con più successo tra le varie discipline a due ruote, ma anche altri tipi di ciclismo stanno salendo alla ribalta e attirano anno dopo anno sempre più appassionati. Il ciclismo su pista ha una storia vecchia quasi quanto il ciclismo su strada: il primo campionato mondiale venne disputato infatti nel 1892 a Londra. Negli anni si svilupparono diverse varianti del ciclismo su pista come il mezzofondo, record dell’ora e velocità individuale, in tandem e a squadre. Vengono invece disputate su sterrato le gare di ciclocross e mountaing biking. Il ciclocross nacque in Francia nel 1902 e prevede una pista delimitata sterrata lunga non più di 5 km e percorsa più volte, caratterizzata da ripide salite, discese disseminate di buche e ostacoli da superare scendendo dalla bici. Il mountain biking è una variante più “selvaggia” del ciclocross perché le gare avvengono completamente fuoristrada in ambienti naturali. Il mountaing biking si divide a sua volta in diverse discipline come l’enduro, il downhill e il trial. Questo sport è più giovane degli altri e nacque ufficialmente negli anni ‘50, solo negli anni ‘60 venne messa a punto una bici specifica per i percorsi sterrati e sconnessi, la mountain bike, e il primo campionato del mondo venne disputato solo nel 1990.

In confronto ad altri sport, il ciclismo è relativamente giovane e privo di antenati illustri, ma il suo successo è stato unico nel suo genere e questa disciplina è riuscita negli scorsi secoli a raccogliere appassionati sia dilettanti che professionisti, diventando uno degli sport più seguiti al mondo.


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