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Tour de France 2020. Pogacar, è nata una stella

Tour de France 2020. Pogacar, è nata una stella

Il ricambio generazionale è definitivamente avvenuto. Dopo l’exploit di Egan Bernal nel 2019, spetta a Tadej Pogacar scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Tour de France 2020.

Ventidue anni proprio oggi, il talento della UAE Team Emirates non solo ha portato la Slovenia sul gradino più alto del podio per la prima volta nella storia della Grande Boucle, ma ha anche scritto una nuova pagina di questo entusiasmante sport.

È stato il più forte, Taddeo da Komenda, sebbene la maglia gialla l’abbia conquistata solo in occasione della 20^ tappa. È stato il migliore in salita, dove il connazionale Primoz Roglic non è mai riuscito a staccarlo; ha vinto tre tappe compresa la prova contro il tempo; ha buttato via un minuto nella pianeggiante frazione del vento, senza la quale avrebbe avuto già da qualche giorno le insegne del primato; ha portato a casa tre maglie (a pois e bianca oltre alla gialla).

Pogacar è la dimostrazione che conta il talento, prima ancora che la squadra. Lui al suo fianco ha avuto poche pedine, tra cui un ottimo Davide Formolo costretto ad abbandonare a metà Tour per colpa di una caduta. Ha fatto tutto da solo, o quasi, dimostrando perciò di saper gareggiare alla pari con avversari che, invece, di fianco a loro avevano gregari d’eccezione (non doveva essere, questo, il Tour degli Ineos contro i Jumbo-Visma).

Divenuto professionista appena un anno fa, si è subito fatto notare vincendo una gara WorldTour, il Giro della California, andando poi a conquistare tre tappe alla Vuelta a Espana conclusa al terzo posto.

Al Tour de France 2020, poi, il solo podio sarebbe stato già visto come un risultato di prestigio. Invece ha fatto di più, coronando il suo sogno con l’inarrestabile cavalcata di La Planche des belles filles valsa la maglia gialla. La sua prima maglia gialla.

Ne vedremo delle belle negli anni avvenire tra lui, lo stesso Bernal – siatene certi, tornerà ad alti livelli – ed un tale Remco Evenepoel che presto tornerà a meravigliare. È il ricambio generazionale: la vecchia guardia deve ora lasciare il passo.


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