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Wembley è azzurra, Italia campione d’Europa!

Wembley è azzurra, Italia campione d’Europa!

Tre anni dopo il momento più buio degli ultimi decenni, con la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, l’Italia è di nuovo in trionfo: la nazionale azzurra espugna il mitico Stadio Wembley di Londra sconfiggendo l’Inghilterra ai calci di rigore 4-3 e si laurea campione d’Europa 2020.

It’s coming home oppure it’s coming to Rome? Questo il dilemma prima del fischio di inizio: la nazionale dei Tre Leoni non vince un trofeo dal 1966, la compagine italica non trionfa in un campionato europeo nell’edizione casalinga del 1968 ed è uscita sconfitta nelle ultime due finali disputate (2000 e 2012). Mancini si affida all’undici che ha superato ai rigori la Spagna, mentre Southgate gioca a sorpresa la carta Trippier dal primo minuto.

L’avvio è agghiacciante per gli azzurri: alla prima incursione inglese, dopo un minuto e mezzo, proprio Trippier crossa per Shaw, che sorprende la difesa e insacca alle spalle di Donnarumma. Storditi, gli ospiti non riescono a trovare la chiave per penetrare la fitta rete avversaria, che si chiude bene e riparte con velocità e incisività.

Si va a riposo sull’1-0, mancano le idee per sovvertire una situazione avversa. Ma nella ripresa, complici anche le forze fresche messe in campo da Mancini, le cose sembrano cambiare. Chiesa e Insigne sono i più attivi, coloro che tentano la giocata risolutiva. Poi, superata l’ora di gioco, sugli sviluppi di un corner, è Bonucci a gettarla in rete da posizione ravvicinata: è 1-1.

Da questo momento è un’altra Italia, che si spinge con più decisione nella metà campo avversaria e prova più volte ad impensierire Pickford. Pur dovendo fare a meno di Chiesa e Insigne, costretti ad uscire per acciacchi fisici, la partita la fanno gli azzurri, mentre gli inglesi nella loro metà campo provano a pungere soltanto nei pochi contropiedi in cui sfruttano la velocità di Sterling.

Il risultato resta fermo: 1-1 dopo i novanta minuti, 1-1 dopo i supplementari. Sono i calci di rigore a decidere la trionfatrice e qui sale in cattedra Gigio Donnarumma, poi giustamente eletto miglior giocatore del torneo. Il numero uno azzurro rende vani gli errori di Belotti e Jorginho intercettando i tiri di Sancho e Saka e regala, così, una gioia immensa a tutti.

L’Italia conclude in maniera trionfale un cammino cominciato tre anni fa, sotto la guida di Roberto Mancini, il vero artefice di tale successo. Ora il dilemma è risolto: It’s coming to Rome, il calcio è tornato a Roma.


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