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Necid Croazia-Rep. Ceca Euro 2016
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Euro 2016, Gruppo D: la Croazia spreca, i cechi rimontano sul 2-2!

Situazione abbastanza chiara, nel gruppo D di Euro 2016, alla fine della seconda giornata: a iniziare dalla Croazia, che va sul doppio vantaggio ma poi vanifica tutto, facendosi rimontare sul 2-2 dalla Repubblica Ceca con un rigore in pieno recupero. All’87’ partita sospesa per lancio di bombe carta dal settore croato.

Come fare harakiri in poco meno di mezz’ora: la Croazia di Ante Cacic manda in fumo una vittoria praticamente già in tasca e ora dovrà patire fino alla fine del girone per conquistare gli ottavi. Gli Scacchi biancorossi dei Balcani vanno avanti per 2-0, ma nel finale i cechi riescono nella rimontona che sa di speranza anche per loro che, al 90’, erano fuori da Euro 2016.

Prima cosa da segnalare: gli ultras croati ci sono ricascati. Scordando la svastica in campo a Spalato lo scorso settembre e gli innumerevoli episodi di violenza che hanno provocato in giro per l’Europa, i tifosi della Croazia si sono ripetuti anche nel pomeriggio di Saint-Étienne, costringendo l’arbitro a sospendere la partita all’87’ per il lancio di decine di bombe carta.

Una di queste ferisce uno steward scatenando attimi di paura allo stadio. Non solo russi e inglesi, dunque: un Europeo così pieno di sangue e intolleranza non si era mai visto, e fomenta invece altri – più terribili – venti. Si fa fatica pure a parlare di sport, ma tant’è…

La Croazia ci mette del suo facendo la schizzinosa nel primo quarto d’ora: tre palloni cambiati perché non ritenuti opportuni dalla selezione balcanica, che mette in campo tanta qualità fra i vari Modric, Rakitic, Perisic, Brozovic e Mandžukić.

La Repubblica Ceca fa fatica a tenere il campo: nonostante un Rosicky in gran spolvero, dalle parti dell’insicuro Cech la Croazia arriva che è una bellezza. Il gol per i biancorossi in blu arriva, puntuale come una sentenza, al 36’: appoggio di Badelj a Perisic e l’interista si fa venti metri piazzando il diagonale che batte il portiere attuale dell’Arsenal.

Nella ripresa la squadra di Cacic ricomincia come aveva iniziato: pallino del gioco fisso sui suoi piedi e azioni che da un momento all’altro possono piovere come grappoli. Il raddoppio a quel punto arriva tanto spietato quanto spontaneo: Brozovic ispira Rakitic che coglie Cech fuori dai pali e lo scavalca con un morbido pallonetto. È 2-0, e siamo al 59’. La Croazia sembra addirittura pronta alla goleada

E la Repubblica Ceca? Invece di mollare la squadra di Pavel Vrba ha un certo punto ha un sussulto: Skoda colpisce di testa in area e accorcia le distanze al 76’.

Poi dal settore croato scoppia la follia fatta di fumogeni e petardi: partita sospesa, steward ferito, poliziotti pronti a intervenire. Si riprende e i cechi trovano l’episodio che rimette tutto in discussione: cross da destra e Vida fa la sciocchezza della vita saltando e prendendo il braccio col braccio. È rigore, che Necid trasforma al 94’.

Finisce con Rosicky che si tocca il flessore della coscia, ma almeno la sua Repubblica Ceca se ne va contenta; il contrario della Croazia, che si mangia le mani e non poco.

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