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Playoff Mondiali 2018: Svezia-Italia 1-0, Nazionale a un passo dal baratro
can - 15.11.2016 - Milano - Amichevole - Italia-Germania nella foto: Giampiero Ventura

Playoff Mondiali 2018: Svezia-Italia 1-0, Nazionale a un passo dal baratro

A 90’ da un baratro… Mondiale: Svezia-Italia, andata dei playoff per Russia 2018, finisce 1-0 e apre cieli plumbei sulla testa della Nazionale. A San Siro fra 3 giorni.

La nostra Nazionale continua a muoversi fra pochissime luci e molte ombre. Anche nella serata della Friends Arena di Solna, i segnali sono scoraggianti: non solo perché agli ostici e spigolosi scandinavi è andato il primo round della doppia sfida, ma perché gli azzurri tornano a casa dopo aver offerto una prestazione scialba e non all’altezza del nome e del blasone del calcio italiano. Il Mondiale sembra stregato; per fortuna però lunedì a San Siro c’è il secondo atto: ma, e la congiunzione avversativa non è un optional, a Milano servirà tanto, tanto, tanto altro.

Che la serata gelida di Stoccolma non fosse il massimo della comodità lo si era capito già dalla gomitata rifilata da Toivonen a Bonucci dopo appena due minuti: l’arbitro Cakir c’ha messo un po’ per riportare la calma in mezzo al parapiglia, ammonendo lo svedese ed esponendo il capitano del Milan agli ululati di tutta la Friends Arena. L’Arena degli Amici: mah…

Peccato che l’Italia abbia costruito poco dopo l’occasione più colossale, con Belotti a mandare fuori di testa e di un soffio la pennellata di Darmian da sinistra. La Svezia ha risposto con un diagonale di Toivonen. Primo tempo di colpi e ricolpi, gomitate ed entrate dure, come quella che ha procurato a Verratti (imbarazzante la sua prova) l’ammonizione che gli farà saltare il ritorno di San Siro. Per il resto l’Italia è stata poca cosa: poche idee a centrocampo, con De Rossi involuto; attacco sterile, con Immobile e soprattutto Belotti in evidente ritardo di condizione. La difesa scandinava non è certo sembrata imperforabile, specie coi cross dalle fasce, eppure la lettura tattica non è servita. Chiaro dunque che gli urlacci e le smorfie di Ventura si siano prese la copertina di tutta la partita, specie il primo tempo, degli azzurri.

Nella ripresa almeno si è vista un’Italia leggermente più convinta, almeno nell’atteggiamento. Peccato che tutto si sia volatilizzato però per colpa del gioco sporco degli svedesi (a farne le spese soprattutto Bonucci e Chiellini) e, purtroppo, il gol spezza-equilibrio del subentrato Johansson: al 62’ la Friends Arena si è alzata in piedi a festeggiare un gol del tutto casuale, col tiro da fuori area non certo irresistibile che però la deviazione di De Rossi ha reso imparabile per Buffon. Il tutto da una rimessa laterale nel momento migliore dell’Italia. Il calcio, purtroppo, è anche questo.

Dopo il danno, c’era anche la beffa del palo a negare un pari che non sarebbe certo stato immeritato: appoggio di Verratti al limite dell’area per Darmian che scaricava un destro fulminante, palo pazzesco e niente tap-in.

Ventura c’aveva già provato mettendo dentro Eder, poi in campo entrava Insigne. Ma al cuore non hanno risposto la lucidità mentale e la freschezza atletica: manovra troppo lenta e compassata e poche idee dalla cintola in su. La Svezia ha vinto il primo round; ora il prossimo ring sarà Milano. Lì servirà la migliore Italia, quella che si compatta nei momenti di sofferenza e che sa uscire dai guai. Anche se i guai si chiamano estate senza Mondiale.


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